Il ritorno di fiamma tra Belen Rodriguez e Stefano De Martino sembra ufficiale. Dopo aver pubblicato su Chi le foto dei due ex coniugi che si baciano teneramente, Alfonso Signorini condivide su Instagram un video di Belen e Stefano che si tengono per mano e si abbracciano mentre aspettano i bagagli all'aeroporto.
Ovviamente il video ha provocato una pioggia di commenti: «Sarebbe una favola»,
scrive un follower. I fan della coppia sono ancora tantissimi e non
hanno mai smesso di fare il tifo per i due. Sembra proprio che il lieto
fine sia dietro l'angolo.
giovedì 7 febbraio 2019
Belen Rodriguez e Stefano De Martino, bacio in aeroporto. E Signorini condivide il video
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Annamaria Franzoni libera con tre mesi d'anticipo. Fu condannata a 16 anni per l'omicidio del figlio. I legali: «Vuole l'oblio»
Annamaria Franzoni è una donna libera. Condannata nel 2008 a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele di tre anni, a Cogne il 30 gennaio 2002 (nella foto, la villa dove venne ucciso Samuele),
nelle scorse settimane, apprende l'ANSA, è stata informata dal
Tribunale di sorveglianza di Bologna che la sua pena è espiata, con mesi
di anticipo rispetto alle previsioni, potendo usufruire di molti giorni
di liberazione anticipata per la buona condotta.
Da giugno 2014 era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull'Appennino bolognese.
Franzoni, che si è sempre proclamata innocente, era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Corte di Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino e già quella notte si aprirono per lei le porte del carcere di Bologna. Qui è rimasta fino al 2014, poi per quasi cinque anni è stata ai domiciliari a Ripoli, ma aveva già ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con i due figli, di cui il minore nato un anno dopo il delitto.
I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata, il cui presupposto è che il detenuto partecipi all'opera di rieducazione e di reinserimento nella società: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.
I legali spiegano la decisione. «Il raggiungimento del fine pena - spiega all'Adnkronos il legale di Annamaria Franzoni, Paola Savio - non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge che prevedono 45 giorni di sconto di pena ogni semestre di detenzione patito». Dal 2014 Franzoni si trovava ai domiciliari.
Non ha mai confessato. Franzoni, che si è sempre proclamata innocente, era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino e già quella notte si aprirono per lei le porte del carcere di Bologna. Qui è rimasta fino al 2014, poi per quasi cinque anni è stata ai domiciliari a Ripoli, ma aveva già ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con i due figli, di cui il minore nato un anno dopo il delitto. I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata, il cui presupposto è che il detenuto partecipi all'opera di rieducazione e di reinserimento nella società: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.
Don Nicolini: ha ricostruito la sua vita. «Quando c'è un rapporto forte e affettuoso con la famiglia di origine, la persona si reinserisce. È questo che fa la differenza». Don Giovanni Nicolini, sacerdote bolognese che accolse Anna Maria Franzoni a lavorare in una cooperativa sociale quando fu ammessa al lavoro esterno dal carcere, commenta così la notizia della fine della pena per la donna condannata per il delitto di Cogne. «Ormai è un pò che non la vedo, posso dire che siamo buoni amici, a distanza. Lei ha una vita di famiglia» e non va più a lavorare nel laboratorio di sartoria perché «adesso ha ricostruito interamente la sua vita».
Da giugno 2014 era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull'Appennino bolognese.
Franzoni, che si è sempre proclamata innocente, era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Corte di Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino e già quella notte si aprirono per lei le porte del carcere di Bologna. Qui è rimasta fino al 2014, poi per quasi cinque anni è stata ai domiciliari a Ripoli, ma aveva già ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con i due figli, di cui il minore nato un anno dopo il delitto.
I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata, il cui presupposto è che il detenuto partecipi all'opera di rieducazione e di reinserimento nella società: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.
I legali spiegano la decisione. «Il raggiungimento del fine pena - spiega all'Adnkronos il legale di Annamaria Franzoni, Paola Savio - non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge che prevedono 45 giorni di sconto di pena ogni semestre di detenzione patito». Dal 2014 Franzoni si trovava ai domiciliari.
Non ha mai confessato. Franzoni, che si è sempre proclamata innocente, era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008, quando la Cassazione confermò la sentenza della Corte di appello di Torino e già quella notte si aprirono per lei le porte del carcere di Bologna. Qui è rimasta fino al 2014, poi per quasi cinque anni è stata ai domiciliari a Ripoli, ma aveva già ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con i due figli, di cui il minore nato un anno dopo il delitto. I 16 anni di pena sono stati ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata, il cui presupposto è che il detenuto partecipi all'opera di rieducazione e di reinserimento nella società: è possibile ottenere fino a 45 giorni ogni semestre di detenzione, considerando anche quella domiciliare.
Don Nicolini: ha ricostruito la sua vita. «Quando c'è un rapporto forte e affettuoso con la famiglia di origine, la persona si reinserisce. È questo che fa la differenza». Don Giovanni Nicolini, sacerdote bolognese che accolse Anna Maria Franzoni a lavorare in una cooperativa sociale quando fu ammessa al lavoro esterno dal carcere, commenta così la notizia della fine della pena per la donna condannata per il delitto di Cogne. «Ormai è un pò che non la vedo, posso dire che siamo buoni amici, a distanza. Lei ha una vita di famiglia» e non va più a lavorare nel laboratorio di sartoria perché «adesso ha ricostruito interamente la sua vita».
martedì 14 novembre 2017
Pancia piatta: ecco cosa mangiare
L’intestino pigro è un problema molto diffuso: ne soffrono ben 4 milioni di italiani e ne risentono maggiormente le donne. Causa di fastidi e insicurezze, il gonfiore addominale si può combattere con una corretta alimentazione. Ecco come sconfiggerla.
Prima di consultare uno specialista, e autodiagnosticarsi un disturbo come la stipsi (si tratta di una vera e propria condizione medica), assicurati di assumere abbastanza liquidi, favoriscono infatti la digestione e introduci nella tua routine alimentare almeno 25-30 grammi di fibre al giorno, che aiutano la regolarità dei moti intestinali.
Ci sono, poi, degli alimenti che puoi assumere per alleviare i sintomi e altri che sarebbe meglio evitare.
Cibi che leniscono la costipazione:
1. Prugne: Sono un rimedio un po’ all’antica ma sempre efficace poiché contengono un grosso quantitativo di fibre insolubili. È dell’università dell’Iowa lo studio comparativo tra prugne e lassativi, che ha visto il frutto avere più successo nel ripristinare la corretta funzionalità dell’intestino.
2. Fagioli: Contenenti 10 grammi di fibre per piatto, hanno il beneficio di fornire un valido supporto all’equilibrio dell’intestino oltre che una fonte insostituibile di energia.
3. Kiwi: se le zuppe non sono il tuo forte ma ami il cibo “pronto da mangiare”, assicurati di avere in ufficio dei Kiwi. Ottimi per lo spuntino perché ricchi di vitamine, si consiglia, per combatte la stitichezza di assumerne due al giorno.
4. Carboidrati integrali: quello che differenzia i carboidrati integrali da quelli raffinati è il rivestimento del chicco che viene perso durante la raffinazione. L’involucro, che conosciamo come crusca, è ricchissimo di fibre e aiuta un’assimilazione lenta degli zuccheri, abbassando così l’indice glicemico della pietanza. Se non ami il gusto rustico della pasta integrale, potrai beneficiare della crusca mangiandola assieme allo yogurt o utilizzandola come panatura per le tue preparazioni.
5. Olio d’oliva: un cucchiaio a stomaco vuoto può risolvere una situazione bloccata da settimane risparmiandoti l’assunzione di un lassativo. Lubrifica l’intestino e riequilibra la chimica della tua digestione.
Se il gonfiore non ti dà tregua, inoltre, il consiglio è di fare una passeggiata dopo aver mangiato e di bandire, almeno finché non avrai ritrovato la tua regolarità, questi cibi:
• Cioccolata
• Prodotti caseari
• Carne rossa
• Banane
• Caffé
Prima di consultare uno specialista, e autodiagnosticarsi un disturbo come la stipsi (si tratta di una vera e propria condizione medica), assicurati di assumere abbastanza liquidi, favoriscono infatti la digestione e introduci nella tua routine alimentare almeno 25-30 grammi di fibre al giorno, che aiutano la regolarità dei moti intestinali.
Ci sono, poi, degli alimenti che puoi assumere per alleviare i sintomi e altri che sarebbe meglio evitare.
Cibi che leniscono la costipazione:
1. Prugne: Sono un rimedio un po’ all’antica ma sempre efficace poiché contengono un grosso quantitativo di fibre insolubili. È dell’università dell’Iowa lo studio comparativo tra prugne e lassativi, che ha visto il frutto avere più successo nel ripristinare la corretta funzionalità dell’intestino.
2. Fagioli: Contenenti 10 grammi di fibre per piatto, hanno il beneficio di fornire un valido supporto all’equilibrio dell’intestino oltre che una fonte insostituibile di energia.
3. Kiwi: se le zuppe non sono il tuo forte ma ami il cibo “pronto da mangiare”, assicurati di avere in ufficio dei Kiwi. Ottimi per lo spuntino perché ricchi di vitamine, si consiglia, per combatte la stitichezza di assumerne due al giorno.
4. Carboidrati integrali: quello che differenzia i carboidrati integrali da quelli raffinati è il rivestimento del chicco che viene perso durante la raffinazione. L’involucro, che conosciamo come crusca, è ricchissimo di fibre e aiuta un’assimilazione lenta degli zuccheri, abbassando così l’indice glicemico della pietanza. Se non ami il gusto rustico della pasta integrale, potrai beneficiare della crusca mangiandola assieme allo yogurt o utilizzandola come panatura per le tue preparazioni.
5. Olio d’oliva: un cucchiaio a stomaco vuoto può risolvere una situazione bloccata da settimane risparmiandoti l’assunzione di un lassativo. Lubrifica l’intestino e riequilibra la chimica della tua digestione.
Se il gonfiore non ti dà tregua, inoltre, il consiglio è di fare una passeggiata dopo aver mangiato e di bandire, almeno finché non avrai ritrovato la tua regolarità, questi cibi:
• Cioccolata
• Prodotti caseari
• Carne rossa
• Banane
• Caffé
Scrub allo zucchero di canna
L’eliminazione
delle cellule morte è importante per avere una pelle giovane e tonica.
Esfoliarla regolarmente, oltre a liberarla dalle opacità, ne aumenta la
micro circolazione, rendendola più luminosa, liscia e omogenea. Spesso
si pensa che per ottenere i migliori risultati è necessario acquistare
delle creme scrub molto costose, ma non tutte sanno che invece anche la
propria dispensa può aiutarci nella scelta di ingredienti e prodotti
naturali ed efficaci.
Quella che vi proponiamo oggi è la ricetta per preparare un ottimo scrub per viso e corpo con dello zucchero di canna e olio d’oliva.
Ingredienti:
1 tazza di zucchero di canna biologico
1/3 di olio extravergine d’oliva
cucchiaio di estratto di vaniglia puro
Preparazione e modo d’uso:
Prendete una terrina e versatevi tutti gli ingredienti mescolando bene.
Applicate una piccola quantità di quanto ottenuto sul viso ed effettuate uno scrub leggero con un movimento circolare.
Stessa procedura anche sul resto del corpo, con particolare attenzione a talloni, gomiti e ginoccia.
Infine, risciacquare con abbondante acqua.
Quella che vi proponiamo oggi è la ricetta per preparare un ottimo scrub per viso e corpo con dello zucchero di canna e olio d’oliva.
Ingredienti:
1 tazza di zucchero di canna biologico
1/3 di olio extravergine d’oliva
cucchiaio di estratto di vaniglia puro
Preparazione e modo d’uso:
Prendete una terrina e versatevi tutti gli ingredienti mescolando bene.
Applicate una piccola quantità di quanto ottenuto sul viso ed effettuate uno scrub leggero con un movimento circolare.
Stessa procedura anche sul resto del corpo, con particolare attenzione a talloni, gomiti e ginoccia.
Infine, risciacquare con abbondante acqua.
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sabato 7 ottobre 2017
Occhi: 5 dritte per truccarli al meglio
Sono forse la prima cosa che iniziamo a truccare fin da ragazzine: gli occhi. Del resto se, come emerge dalle ricerche, anche i signori uomini sono irresistibilmente attratti dal nostro sguardo, l'errore non è consentito. Ecco dunque qualche suggerimento per utilizzare al meglio il make up e valorizzare "lo specchio dell'anima"!
Fin da piccoline impariamo che occhi e labbra sono da mettere in risalto, perché ci rendono uniche e sono anche i punti focali del nostro volto.
Tuttavia, con gli anni impariamo tecniche diverse, cambia la moda, ma - ahinoi! - cambiano anche la nostra pelle e l'ovale del viso.
Ecco qualche suggerimento per rendere il nostro sguardo irresistibile e non commettere errori. Di più, di più, di più: il mascara, che nella sua confezione attuale con scovolino e tubetto è comparso solo nel 1957, è un must. Immancabile nelle trousse e beauty case di qualsiasi donna, è fondamentale per il make up. Possiamo dimenticarci tutto, ma non il mascara: per evidenziare lo sguardo, la parola d'rodine è esagerare. Passiamolo anche due o tre volte, aspettando che la passata precedente si asciughi, e ripartiamo con lo spazzolino per uno sguardo intrigante a qualsiasi età. Una linea fondamentale: altro irrinunciabile complemento per il nostro make up è l'eyeliner, su cui non si discute. Chiamato "khol" nei paesi arabi e "kajal" nei paesi asiatici, affonda le radici nientemeno che nell'Antico Egitto, ove veniva usato sia dagli uomini che dalle donne, e per i quali la linea nera, che si ispirava agli occhi del gatto - animale sacro - veniva estesa oltre l’occhio, curvandosi verso lo zigomo o verso il sopracciglio. Oggi però la inea di eyeliner deve essere ben disegnata e seguire la forma dell'occhio, mutandola verso la fine solo di pochi millimetri per non rendere il make up troppo artificioso e finto. Less is more, in questo caso! Inizia dalla base: anche se siamo di fretta mai dimenticare di applicare un buon primer prima dell'ombretto, pena un ,ake up della durata di poche ore e pericolose grinzette pronte a guastare la nostra opera d'arte. E' sufficiente prelevare una goccia di base occhi e spalmarla sulla palpebra per ottenere un finish dell'ombretto perfetto e duraturo. Es modus in rebus: applicare l'ombretto richiede una certa maestria: per quello in polvere mai procedere in senso orizzontale, ovvero dall'esterno verso l'interno o viceversa per non creare le anti-estetiche pieghette sulla palpebra che ci rende triste lo sguardo. La corretta applicazione si fa col pennellino che va pressato dall'alto verso il basso: bye bye grinze! L'età giusta: per chi tra noi non è più una ragazzina, suggerisco di usare sempre tonalità tenui e calde, decisamente più eleganti e sobrie. Ricordiamo che la semplicità premia, soprattutto le signore più adulte... diciamo così!
Labbra: i rossetti must have per la prossima stagione
Con l'approssimarsi della nuova stagione, cresce la voglia di novità: bene, care fashioniste preparatevi perché la tendenza beauty di cui tutti parlano è il rossetto mat. Labbra in primo piano dunque nel prossimo autunno-inverno 2017-2018, soprattutto grazie alle tonalità decise che ci vengono proposte. Essere glamour senza eccessi è l’ossessione di ogni make up addicted ed in questo caso l'effetto sarà senz'altro all'altezza delle aspettative.
Labbra colorate, ma perfette: questa la caratteristica che regala il rossetto mat, che abbiamo visto su tutte le passerelle. Opaco, dunque: ma quali colori scegliere? Poichè la filosofia orientale ci è cara, anche in campo fashion potremmo dire che vale tutto e l'esatto contrario allo stesso tempo.
Così, se da un lato la proposta è di rossetti che più scuri non si può, dall'altra ci sono invece i rossetti chiari, addirittura nude, al massimo coperti da un velo di lucidalabbra (ma anche no!) indubbiamente più adatti se si sono superati gli "anta" da un pezzo.
Vediamo dunque come orientarci tra le mille nuance e palette di colori che troviamo in profumeria.
Così, se da un lato la proposta è di rossetti che più scuri non si può, dall'altra ci sono invece i rossetti chiari, addirittura nude, al massimo coperti da un velo di lucidalabbra (ma anche no!) indubbiamente più adatti se si sono superati gli "anta" da un pezzo.
Vediamo dunque come orientarci tra le mille nuance e palette di colori che troviamo in profumeria.
Effetto metal: tra le novità più interessanti e spettacolari dell'autunno-inverno 2017/2018 troviamo i rossetti metallizzati. I colori? Qui regna la fantasia perché per labbra in primo piano possiamo osare con l’oro, l'argento e il rame fino a tonalità più pazze, come il blu cobalto, verde e azzurro-lilla. Troppo impegnativi? No, se abbinati a un make up leggero e a occhi in cui bastano mascara e eye-liner.
Olografico: una tendenza per le fashion addicted che sta riscuotendo un successo incredibile sui social (per le più giovani tra noi che amano postare i propri selfie). I rossetti olografici donano alle labbra riflessi multicolor e assolutamente unici dovuti alle micro particelle contenute nei rossetti e che riflettono la luce in tutti i suoi colori.
Rosso, un classico: purchè opaco, questo colore non può (e non deve!) passare di moda. Labbra al bacio, ma senza esagerare, si possono avere usando un rossetto liquido: in commercio si trovano degli ultra-opachi con formulazioni innovative che idratano e rimpolpano le labrra evitando il maggiore difetto del finish opaco, cioè la secchezza.
Tante nuance, un'unica condizione: li abbiamo visti sulle passerelle e li ritroviamo nelle profumerie: i rossetti must have per la prossima stagione saranno principalmente scuri, passando dal bordeaux al viola scuro, dal vinaccia al berry tutti però rigorosamente mat. Un ritorno di fiamma dunque per labbra assolutamente definite? Sì però....
Labbra alla coreana: un'altra importante novità arriva direttamente dall'Estremo Oriente, ed è il trucco che le ragazze asiatiche adottano per il loro make up. Si tratta di un colore vivace, tipicamente lampone, che viene sfumato dall'interno delle labbra fino all'esterno, quasi si fosse fatta una scorpacciata di frutti rossi senza essersi poi pulite la bocca. Estremamente sensuale, è adatto soprattutto alle più giovani o a chi ha labbra carnose e morbide.
Semplicemente nude: le sfilate autunno-inverno 2017/2018 ci hanno hanno presentato diversi look e a occhi importanti, sottolineati da nuance intense, hanno fatto da contrappunto labbra super naturali, senza rossetto o semplicemente luminose con un tocco di gloss. Un make up molto sofisticato ed elegante adatto a tutte, ma che trova maggior soddisfazione tra chi preferisce mettere in risalto "lo specchio dell'anima".
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Halloween sulle unghie: ecco come festeggiare in punta di dita
Ancora quasi non siamo riuscite a smaltire le lavatrici della biancheria post vacanze e a cambiare l'armadio con i capi della prossima stagione, che già si preannuncia il festeggiamento di Halloween, la notte delle streghe. Perché non approfittare per osare una nail art degna di un film dell'orrore? Oppure potremmo optare per una manicure con il colore della zucca, tanto per rimanere in tema. Ecco qualche idea per essere sempre glam anche nella notte più spaventosa dell'anno.
Portafortuna: se non ci danno fastidio, un po' di ragni
e relative raganatele saranno un disegno più che appropriato per la
notte di Halloween. Se l'originalità non ci spaventa, perché non dare a
ogni unghia la possibilità di distinguersi? Basta cambiare colore e ...
il gioco è fatto!
Sangue a gò-gò: che Halloween sarebbe se non ci fosse
un giusto grado di paura e terrore? Se non possiamo rinunciare al rosso,
che almeno sia acceso per una manicure senza tempo, che richiama
pericolosi scenari...
W l'indecisione: diciamo un classico con brio: è il tanto amato e intramontabile rosso, ma vogliamo evocare il sacro terrore. La proposta è semplice, ma d'effetto: una french dove la lunetta è nera, che come un pizzo orna le nostre estremità: un mix da copiare!
Per chi ama la notte: ormai quasi scomparsi dalle nostre città, per un immaginario collettivo che demonizza questi mammiferi ghiotti di insetti, i pipistrelli sono da sempre simbolo dell'oscurità. Se non li temete, la nail art più originale li disegna sulle unghie delle più audaci.
Vorrei, ma non posso: se come me non siete più ragazzine, o non amate gli eccessi, o più semplicemente il low profile è il vostro stile, ecco la soluzione adatta per chi non vuole osare troppo: la manicure arancione, colore simbolo dell'autunno (e della zucca), ma con un tocco glam: il glitter attorno all'unghia. Originale, con brio!
Moderate, ma glamour: anche nella versione glitter, l'arancione sta bene su unghie che vogliono essere protagoniste senza eccessi. Il famoso: "perché no?"
Cattivissime: aspiranti fattucchiere, ecco la soluzione giusta per voi. Unghie lunghe e affilate, delle vere armi improprie: sono le unghie più temute, quelle della strega cattiva.
Di tendenza: in linea con i dettami della moda, che quest'anno propone labbra sfumate e colori violacei, il look più nuovo è con unghie multicolor delle stesse nuance dei rossetti.
Ci piace brillare: che siamo streghe oppure no, se essere al centro dell'attenzione è proprio nelle nostre corde, l'outfit nero e argento è abbinata vincente per una notte di paura... ma scintillante!
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Pilates: i vantaggi di una disciplina che allena corpo e mente
Il Pilates è una forma di allenamento molto
popolare e praticata da numeri sempre crescenti di persone. Sono
soprattutto le donne ad apprezzarlo perché si tratta di una ginnastica “dolce” e adatta a tutti, anche a chi non fa sport abitualmente. E’ un metodo che punta al miglioramento dell’elasticità delle articolazioni, alla fluidità dei movimenti e all’allungamento dei muscoli, con particolare attenzione al rafforzamento della cintura addominale e al miglioramento della respirazione e della consapevolezza corporea. E’ insomma una ginnastica “body and mind”,
in cui cioè la mente e lo spirito sono completamente in sintonia con il
copro, superando stress e tensioni. Anche se l’allenamento può sembrare
poco intenso, con il Pilates si può perdere peso e modellare la muscolatura in modo armonioso.
Il metodo è stato inventato all’inizio del Novecento da Joseph Pilates, un
imprenditore tedesco naturalizzato statunitense, il quale inventò un
sistema di allenamento chiamato Contrología, in cui la mente diventa
capace di assumere la perfetta padronanza del movimento del corpo.
Pilates era di costituzione gracile: proprio questo lo spinse a studiare
il funzionamento dell’organismo e della muscolatura per rinforzarli
attraverso l’esercizio fisico. Dopo aver osservato i movimenti spontanei
dei bimbi piccoli e dei gatti, inventò una serie di esercizi con i
quali superò i suoi problemi di salute e divenne un grande sportivo.
Negli anni successivi sviluppò il suo metodo che divenne subito molto popolare soprattutto tra i ballerini,
visto che gli esercizi Pilates li aiutavano a migliorare le loro
performances e a recuperare la forma dopo traumi o incidenti. Il Pilates
si pratica a corpo libero o con alcuni attrezzi particolari.
I fondamenti del metodo Pilates sono sei: La concentrazione – la mente deve sempre mantenere il completo controllo dei diversi movimenti Il controllo – ogni movimento deve essere eseguito con precisione, senza fretta e in modo puntuale Il baricentro – chiamato anche Power House è situato nella cintura addominale ed è il punto di forza e di controllo di tutto l’organismo La fluidità – come sintesi e risultato degli elementi precedenti La precisione – ogni movimento deve avvicinarsi il più possibile alla perfezione La respirazione –
deve essere sempre ben controllata e sincronizzata all’esercizio: di
solito, salvo diversa indicazione dell’insegnante, all’inizio del
movimento si inspira e si espira nel momento dello sforzo maggiore.
I benefici del Pilates sono molteplici: E’ ADATTO A TUTTI - Innanzi tutto è una disciplina calibrata sulle capacità fisiche di chi lo pratica e nei limiti di ciascuno. E’ quindi adatto anche a chi ha qualche problema fisico: il metodo viene spesso adoperato quando si deve effettuare una rieducazione posturale o in fisioterapia.
RIMODELLA IN MODO ARMONIOSO - Gli esercizi si eseguono lentamente e con il massimo controllo. Lo scopo è soprattutto ottenere l’allungamento dei muscoli, non il loro potenziamento, per migliorare la funzionalità dell’intera struttura corporea nel rispetto delle condizioni di salute di ciascuno. Il corpo ne esce tonico e rimodellato in modo armonioso, senza gli ingrossamenti muscolari tipici del body building.
STOP ALLO STRESS – Attraverso il controllo della respirazione e la concentrazione richiesta dagli esercizi, si ottiene un allentamento dello stato di stress e delle tensioni muscolari che si accompagnano ad esso. Il Pilates può trasformarsi in una pausa mentale nella quale ritrovare l’equilibrio e rimettere in contatto corpo e mente in modo positivo, come avviene con la meditazione.
MAL DI SCHIENA ADDIO – Rinforzando i muscoli del tronco, come la cintura addominale, ma anche glutei, adduttori e zona lombare, si ottiene un miglioramento posturale e un riallineamento della colonna vertebrale, attenuando mal di schiena e dolori al collo e alla zona cervicale. L’importante è affidarsi sempre ad un istruttore qualificato che insegni i movimenti più adatti e verifichi che gli esercizi vengano eseguiti correttamente.
PACE CON LA BILANCIA – Il Pilates è una disciplina dolce, ma che può essere praticata anche in modo intenso, con un notevole dispendio energetico. E’ adatta dunque anche per perdere peso e nello stesso tempo migliorare la tonicità muscolare.
I benefici del Pilates sono molteplici: E’ ADATTO A TUTTI - Innanzi tutto è una disciplina calibrata sulle capacità fisiche di chi lo pratica e nei limiti di ciascuno. E’ quindi adatto anche a chi ha qualche problema fisico: il metodo viene spesso adoperato quando si deve effettuare una rieducazione posturale o in fisioterapia.
RIMODELLA IN MODO ARMONIOSO - Gli esercizi si eseguono lentamente e con il massimo controllo. Lo scopo è soprattutto ottenere l’allungamento dei muscoli, non il loro potenziamento, per migliorare la funzionalità dell’intera struttura corporea nel rispetto delle condizioni di salute di ciascuno. Il corpo ne esce tonico e rimodellato in modo armonioso, senza gli ingrossamenti muscolari tipici del body building.
STOP ALLO STRESS – Attraverso il controllo della respirazione e la concentrazione richiesta dagli esercizi, si ottiene un allentamento dello stato di stress e delle tensioni muscolari che si accompagnano ad esso. Il Pilates può trasformarsi in una pausa mentale nella quale ritrovare l’equilibrio e rimettere in contatto corpo e mente in modo positivo, come avviene con la meditazione.
MAL DI SCHIENA ADDIO – Rinforzando i muscoli del tronco, come la cintura addominale, ma anche glutei, adduttori e zona lombare, si ottiene un miglioramento posturale e un riallineamento della colonna vertebrale, attenuando mal di schiena e dolori al collo e alla zona cervicale. L’importante è affidarsi sempre ad un istruttore qualificato che insegni i movimenti più adatti e verifichi che gli esercizi vengano eseguiti correttamente.
PACE CON LA BILANCIA – Il Pilates è una disciplina dolce, ma che può essere praticata anche in modo intenso, con un notevole dispendio energetico. E’ adatta dunque anche per perdere peso e nello stesso tempo migliorare la tonicità muscolare.
Moda in ufficio: ecco il dress code dʼautunno
Ad ognuna il suo look: trovare uno stile vincente in ufficio si può. Via i completi estivi e gli abiti leggeri che tradivano la bella abbronzatura, con la stagione autunnale arriva il momento di coprirsi. Ecco qualche suggerimento per outfit di tendenza da sfoggiare dietro la scrivania (e non solo!)
Se l'armadio e il budget non
consentono ampi margini di manovra, ma vogliamo comunque sentirci a
posto quando usciamo di casa per recarci al lavoro, possiamo trovare il
mix corretto per non sbagliare. Ecco dunque qualche suggerimento per
avere il giusto outfit da ufficio... e non solo!
Un classico: ammettiamolo, il completo maschile
con pantaloni e giacca è un abbinamento che non delude mai. D'altra
parte, chio ha detto che il tailleur debba per forza essere di stile
funereo? Per chi come me ama il bianco, nulla di più elegante che
completo total white da esibire magari con un soprabito pastello.
Salva budget: se abbiamo una giacca o un pantalone spaiati, nessun problema: andranno benissimo anche da soli. Sfruttiamo la giacca abbinata a un tubino corto anche molto elegante, che magari abbiamo in casa dopo averlo acquistato per un'occasione speciale, mentre il pantalone potrà essere accostato a una maglia di pizzo o con paillettes. Per completare l'outfit, sneakers in pelle o decolletes con tacco saranno perfette.
Informale: una scelta decisamente più casual sono i jeans. Abbinati alla camicia bianca sono un classico, ma perché non provare a indossarli con una maglia nera? Ormai protagonisti nel nostro armadio, possiamo abbinarli anche a un capo super colorato da sfoggiare sotto un cappotto color cammello. Figurone assicurato!
Per non sbagliare: coordinare i pantaloni e la camicia, oppure la gonna e la maglia per un outfit semplice ed elegante sarà sempre una scelta vincente. Se piacciono le stampe potremo scegliere capi con disegno geometrico, se invece non vogliamo sbagliare potremo andare sul sicuro puntando sui grigi e sul nero.
Sempre à la page: la camicia bianca proprio non può né deve mancare nel nostro guardaroba. Di seta, cotone, con colletto importante o anche scollata: abbinata a pantaloni scuri o color caffelatte, sarà super chic in ogni occasione. Mai rimanere senza!
Per fare in fretta: l'abito è un altro cult per il dress code da ufficio. Suggerisco di scegliere abiti tinta unita o con stampe animalier, molto in voga quest'autunno, per poter poi utilizzare i vestiti anche nel tempo libero magari per un aperitivo con gli amici o per un'occasione speciale. Basterà far conto su scarpe diverse e sempre trendy: slip on metallizzate per essere comode e glam in ufficio, tacchi alti per il decolletes da sfoggiare la sera.
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Moda: a Parigi sfila la donna Valentino
Sulle passerelle della Settimana della moda di Parigi ha sfilato la collezione di prêt-à-porter per la prossima primavera estate di Valentino, disegnata dal direttore creativo Pier Paolo Piccioli. Le sfilate per la moda donna si concludono martedì 3 ottobre.
La collezione si ispira allo sportswear , rivisitato e
reinterpretato in chiave glamour e sofisticata. La pelette di colori è
improntata sulle sfumature tenui, dal beige, al rosa e al pistacchio, ma
con tocchi rossi e qualche proposta in nero. Tra gli accessori le
splendide mini bag, le scarpe in velluto con il tacco alto, ma anche i
sandali piatti e i tacchi in plexiglas.
giovedì 14 settembre 2017
I piedi possono contrarre malattie della pelle di varia natura
Le malattie delle pelle sono molteplici e di varia natura. Alcune sono gravi come il melanoma ed altre molto meno perché dovute a batteri, virus, parassiti e funghi. Molte volte i veri nemici dei piedi e le malattie della pelle che li colpiscono, sono i solarium, gli spogliatoi e le piscine. Questi luoghi per l'affollamento e lo scarso igiene facilitano la comparsa di micosi.
Le malattie che possono insorgere
Nei piedi, le malattie della pelle che più frequentemente possono
insorgere sono le micosi, i geloni, le verruche, i calli. Una pressione
continua su un punto ristretto della pelle, provoca un indurimento di
quest'ultima o callo. Per prevenire i calli sarebbe bene indossare
scarpe comode e Dr.Sholl ha creato prodotti per un trattamento anti
callosità che rende la pelle liscia e levigata, ad un costo di 8 euro.
Il freddo intenso può provocare i geloni che si localizzano tra le dita
dei piedi. Si presentano con una chiazza di colore rosso, associata ad
un intenso prurito quando la parte si riscalda. Sarebbe bene evitare
esposizioni al freddo e proteggersi con caldi indumenti. Per i geloni si
possono usare pomate come Vitigel e Essaven Gel. Le micosi sono
malattie causate da funghi che vivono sulla pelle e si manifestano con
chiazze che variano dal colore biancastro al bruno con un lieve prurito.
La terapia è il trattamento locale con dei farmaci antimicotici come la
crema Pivanazolo, ottima per la sua attività antibatterica.
Una dermatosi che interessa gli spazi fra le dita della regione plantare
è la disidrosi. E' caratterizzata da una sudorazione eccessiva e
possono formarsi delle vesciche di dimensioni diverse, che dopo alcuni
giorni lasciano delle croste squamose. E' consigliabile fare dei bagni
con prodotti antisettici a base di acido borico. Sui piedi possono
comparire anche le comunissime verruche che possono essere trattate con
pomate o bruciate mediante azoto liquido.
Come proteggere i nostri piedi
Per proteggere i piedi dalle malattie della pelle sarebbe bene prendere
delle precauzioni. Quando si frequentano piscine e palestre sarebbe bene
indossare ciabatte anche sotto la doccia, non mettere pantofole altrui e
mettere addosso calzini e scarpe che fanno respirare la pelle. E' bene
utilizzare per la doccia un detergente con pH 3,5 che aiuta ad eliminare
i batteri ed i microbi. Un buon prodotto è Bionike Triderm Doccia
Schiuma pH 3,5 ad un costo di circa 7 euro, adatto anche per pelli molto
sensibili.
Trattamenti a base di fiori
Il modo migliore per festeggiare l'arrivo della primavera?
Concedersi una coccola di benessere al profumo dei fiori che
sbocciano come trattamenti per viso e corpo ognuno con un
proprio bouquet .
E' primavera e i centri benessere spalancano le porte lasciando entrare i profumi dei fiori provenienti da prati, boschi e giardini! Fioriscono così petali e profumi anche su trattamenti wellness. Scegli il tuo bouquet preferito e inizia a "respirare" aria di relax…
E' primavera e i centri benessere spalancano le porte lasciando entrare i profumi dei fiori provenienti da prati, boschi e giardini! Fioriscono così petali e profumi anche su trattamenti wellness. Scegli il tuo bouquet preferito e inizia a "respirare" aria di relax…
L'acido folico assunto in gravidanza riduce del 40% il rischio di autismo
Assumere acido folico all'inizio della gravidanza, da quattro settimane
prima del concepimento a otto settimane dopo, può ridurre del 40% il
rischio autismo per il nascituro. A stabilirlo è una ricerca frutto di
una collaborazione a livello internazionale tra il Norwegian Institute of Public Health e la Columbia University di New York pubblicata sulla rivista Journal of the Amrican Medical Association (Jama).
Lo studio ha preso in considerazione oltre 85mila bambini sul tipo di integratori assunti in gravidanza dalla mamma e in quale fase della gestazione.
Gli esperti hanno monitorato il campione di bambini per alcuni anni per verificare l'interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l'autismo. Sono stati esaminati 85.176 piccoli nati tra il 2002 e il 2008 e anche i loro genitori hanno partecipato allo studio e sono stati diagnosticati 270 casi di autismo e malattie affini.
È emerso che i figli delle donne che avevano assunto acido folico all'inizio della gravidanza, hanno avuto un rischio ridotto del 40% di avere figli con un disturbo autistico rispetto alle coetanee che non hanno preso l'acido folico.
L'acido folico è una vitamina del gruppo B. Essenziale per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle, è particolarmente importante durante la formazione dell'embrione, in quanto permette di prevenire una grave malformazione dello sviluppo, la spina bifida.
L'acido folico, seppur presente in natura nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), viene ridotto notevolmente durante la cottura (circa 80%). Per questo è necessario che le donne lo integrino attraverso la dieta.
Lo studio ha preso in considerazione oltre 85mila bambini sul tipo di integratori assunti in gravidanza dalla mamma e in quale fase della gestazione.
Gli esperti hanno monitorato il campione di bambini per alcuni anni per verificare l'interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l'autismo. Sono stati esaminati 85.176 piccoli nati tra il 2002 e il 2008 e anche i loro genitori hanno partecipato allo studio e sono stati diagnosticati 270 casi di autismo e malattie affini.
È emerso che i figli delle donne che avevano assunto acido folico all'inizio della gravidanza, hanno avuto un rischio ridotto del 40% di avere figli con un disturbo autistico rispetto alle coetanee che non hanno preso l'acido folico.
L'acido folico è una vitamina del gruppo B. Essenziale per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle, è particolarmente importante durante la formazione dell'embrione, in quanto permette di prevenire una grave malformazione dello sviluppo, la spina bifida.
L'acido folico, seppur presente in natura nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), viene ridotto notevolmente durante la cottura (circa 80%). Per questo è necessario che le donne lo integrino attraverso la dieta.
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Cappelli per lʼestate: i modelli da non perdere
I cappelli sono un accessorio irrinunciabile, specie durante l’estate
quando, complice il caldo e il sole potente della bella stagione, la
loro funzione si duplica e si fa tanto pratica quanto estetica. Ecco
perché non dovreste farne mai a meno, specie durante le vacanze. Scoprite gli ultimi modelli in commercio da non lasciarsi sfuggire.
Cappelli sportivi: tendenzialmente maschili, i cappelli sportivi si possono abbinare ai look più disparati e portare in maniera diversa. Un esempio pratico? All’incontrario, come insegna da sempre Jovanotti.
Cappelli alla pescatora: in inglese bucket hat, li trovate in diversi tessuti, dal denim al cotone. Sceglieteli se avete nostalgia degli anni Novanta e dello stile street di quei tempi.
Cappelli da diva: ampi, anzi ampissimi. Non sono certo per tutte! Dovete avere uno stile forte e una personalità altrettanto decisa se decide di sfoggiare un cappello da diva. Un consiglio: non esagerate con le tinte troppo accese.
Cappelli con stampa: non facilissimi da abbinare eppure tanto desiderati, sono così colorati e vivaci da fare subito estate. Evitateli in città e teneteli da parte per il mare.
Ricordate che il cappello dovrebbe essere un complemento, sceglietelo con accortezza e abbinatelo al vostro abbigliamento quotidiano.
lunedì 29 febbraio 2016
Milano Moda Donna, le sfilate del primo giorno: da Alberta Ferretti a Fausto Puglisi
Femminilità poiliedrica, tessuti scintillanti e patchwork geometrici dall’allure punk. Si è aperta così la settimana della moda di Milano dedicata alle collezioni del prossimo autunno-inverno. Ecco le sfilate che ci hanno colpito di più e tutti i must-have da sfoggiare durante la prossima stagione fredda.
Sulla passerella di Blugirl sfilano creature angeliche, espressione di una femminilità eclettica fatta di casti effetti see-through, di colletti vittoriani dal gusto bon ton, di ricami leziosi e stampe all over geometriche. I tessuti si sovrappongono, gli abiti sono lunghi e, quando si accorciano, si abbinano a collant coprenti.
In questo universo poliedrico la grinta del nero lascia spazio al candore del bianco, il romanticismo che sboccia con la fantasia floreale cede il passo alla più aggressiva fantasia pitonata, addolcita dalla presenza imponente del rosa quarzo. Le trasparenze ci sono, come inno alla sensualità, ma lasciano intravedere poco, grazie all'imperanza dei ricami dal sapore retrò. E talvolta i tessuti velati e setosi si sovrappongono agli abiti e alle gonne fantasia, facendo svanire del tutto l’effetto vedo-non-vedo. Le scarpe dalla punta tonda, si ergono su tacchi alti ma comodi, e sono ricoperte di morbidissima pelliccia.
Crede nella femminilità gentile anche la donna di Alberta Ferretti che si rinnova senza mutare le radici dalla maison. E porta in pedana tessuti materici e ricami molto preziosi, quasi a esaltare la personalità di chi li indossa. La palette cromatica spazia dal grigio corda al bruciato, dall’azzurro carta da zucchero al rosa cipria. Le forme e i tessuti fanno un elogio alla leggerezza delle linee morbide che avvolgono la silhouette e ne accompagnano le forme. I tailleur si ornano di vistosi nastri in raso intorno alla vita. Il velluto si accosta alla seta, il tweed alla pelliccia.
L’eleganza degli anni 30 invece si fa punk allo show di N°21 che gioca con i capi, li sovrappone. E così lunghe canotte in pizzo macramè si portano sopra i minidress in duchesse. Sotto ancora c’è la gonna in tulle o in velo lunga al ginocchio e impreziosita da ricami e cristalli, gli stessi che ritroviamo sui collant. La fantasia check si alterna e talvolta si combina con stampe floreali dal gusto naif e con tessuti effetto maculato. Le camicie in twill sfoggiano luccicanti bordi tempestati di strass, per un risultato romantico che contrasta con la forma androgina delle scarpe con tacco e fibbie tecniche.
Shining metal è la parola chiave della collezione di Genny che porta in pedana l'opulenza delle ballerine di charleston fatta di frange lunghissime, di maxi fur e di luccichii scintillanti, molto accattivanti. Le forme sono morbide, le spalline maxi. I lunghi abiti vantano spacchi vertiginosi e scollature profonde. Le texture metalliche in oro e argento delle tute si alternano ai geometrici contrasti optical black & white che ritroviamo sia sugli abiti monospalla sia sui tailleur. Tutto in passerella è tempestato di decorazioni preziose, di paillettes lucenti, di applicazioni effervescenti.
Sulla pedana di Fausto Puglisi salgono donne italo-americane avvolte in una verve grafica audace e vistosa dal sapore pop su cui imperano ricami di palme californiane e di soli incandescenti, fantasie mosaico e stampe astratte.
Le minigonne in movimento, a trapezio o a ruota, rendono omaggio all'esuberanza delle cheerleader e talvolta vantano spacchi vertiginosi. Propio come i vestiti, che benché lunghi, lasciano sempre intravedere le gambe. Le fodere in taffetà e le bordure in gros-grain arricchiscono felpe e t-shirt. Bomber, cappottini da collegiale e cardigan si impreziosiscono di decori sul retro.
Sulla passerella di Blugirl sfilano creature angeliche, espressione di una femminilità eclettica fatta di casti effetti see-through, di colletti vittoriani dal gusto bon ton, di ricami leziosi e stampe all over geometriche. I tessuti si sovrappongono, gli abiti sono lunghi e, quando si accorciano, si abbinano a collant coprenti.
In questo universo poliedrico la grinta del nero lascia spazio al candore del bianco, il romanticismo che sboccia con la fantasia floreale cede il passo alla più aggressiva fantasia pitonata, addolcita dalla presenza imponente del rosa quarzo. Le trasparenze ci sono, come inno alla sensualità, ma lasciano intravedere poco, grazie all'imperanza dei ricami dal sapore retrò. E talvolta i tessuti velati e setosi si sovrappongono agli abiti e alle gonne fantasia, facendo svanire del tutto l’effetto vedo-non-vedo. Le scarpe dalla punta tonda, si ergono su tacchi alti ma comodi, e sono ricoperte di morbidissima pelliccia.
Crede nella femminilità gentile anche la donna di Alberta Ferretti che si rinnova senza mutare le radici dalla maison. E porta in pedana tessuti materici e ricami molto preziosi, quasi a esaltare la personalità di chi li indossa. La palette cromatica spazia dal grigio corda al bruciato, dall’azzurro carta da zucchero al rosa cipria. Le forme e i tessuti fanno un elogio alla leggerezza delle linee morbide che avvolgono la silhouette e ne accompagnano le forme. I tailleur si ornano di vistosi nastri in raso intorno alla vita. Il velluto si accosta alla seta, il tweed alla pelliccia.
L’eleganza degli anni 30 invece si fa punk allo show di N°21 che gioca con i capi, li sovrappone. E così lunghe canotte in pizzo macramè si portano sopra i minidress in duchesse. Sotto ancora c’è la gonna in tulle o in velo lunga al ginocchio e impreziosita da ricami e cristalli, gli stessi che ritroviamo sui collant. La fantasia check si alterna e talvolta si combina con stampe floreali dal gusto naif e con tessuti effetto maculato. Le camicie in twill sfoggiano luccicanti bordi tempestati di strass, per un risultato romantico che contrasta con la forma androgina delle scarpe con tacco e fibbie tecniche.
Shining metal è la parola chiave della collezione di Genny che porta in pedana l'opulenza delle ballerine di charleston fatta di frange lunghissime, di maxi fur e di luccichii scintillanti, molto accattivanti. Le forme sono morbide, le spalline maxi. I lunghi abiti vantano spacchi vertiginosi e scollature profonde. Le texture metalliche in oro e argento delle tute si alternano ai geometrici contrasti optical black & white che ritroviamo sia sugli abiti monospalla sia sui tailleur. Tutto in passerella è tempestato di decorazioni preziose, di paillettes lucenti, di applicazioni effervescenti.
Sulla pedana di Fausto Puglisi salgono donne italo-americane avvolte in una verve grafica audace e vistosa dal sapore pop su cui imperano ricami di palme californiane e di soli incandescenti, fantasie mosaico e stampe astratte.
Le minigonne in movimento, a trapezio o a ruota, rendono omaggio all'esuberanza delle cheerleader e talvolta vantano spacchi vertiginosi. Propio come i vestiti, che benché lunghi, lasciano sempre intravedere le gambe. Le fodere in taffetà e le bordure in gros-grain arricchiscono felpe e t-shirt. Bomber, cappottini da collegiale e cardigan si impreziosiscono di decori sul retro.
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domenica 13 settembre 2015
Lorella Cuccarini: “Io e mio marito eravamo in crisi, ne siamo usciti grazie ai nostri figli”
Lorella Cuccarini si racconta e spiega qualche retroscena scottante
legato al suo matrimonio. La conduttrice, che sta per tornare in tv in
qualità di giudice nella trasmissione ‘Ti lascio una canzone’, ha
rilasciato qualche dichiarazione legata alla sua vita privata nel corso
di un’intervista al settimanale ‘DiPiù’.
“La mia famiglia è tutt’altro che perfetta – ha raccontato la Cuccarini -. E non è perfetto neppure il mio matrimonio. Come tutte le coppie, anche io e Silvio abbiamo avuto i nostri momenti difficili, le nostre crisi. Ma li abbiamo superati e siamo andati avanti, perché ci amiamo moltissimo. E lo abbiamo fatto anche per i nostri figli. Loro sono un collante importantissimo per la nostra unione. All’altare ho giurato di essere fedele a mio marito e di stargli vicino nella gioia e nel dolore – ha aggiunto – E per chi crede profondamente, come me, quelle parole hanno un significato profondo, sacro, indissolubile. E bisogna rispettarle a tutti i costi, anche quando non è facile. La fede aiuta a non essere egoisti, a non pensare solo a se stessi, ma a mettersi da parte, quando occorre, per il bene altrui. E, questo, per chi ha una famiglia è fondamentale. Non ho mai fatto interventi di chirurgia estetica. Ogni tanto faccio delle punturine di vitamine per “rinfrescare” il viso, ma niente di più. Non ho l’ossessione di sembrare una trentenne, non faccio una tragedia se mi spunta una ruga. Magari, in futuro, cambierò idea”.
“La mia famiglia è tutt’altro che perfetta – ha raccontato la Cuccarini -. E non è perfetto neppure il mio matrimonio. Come tutte le coppie, anche io e Silvio abbiamo avuto i nostri momenti difficili, le nostre crisi. Ma li abbiamo superati e siamo andati avanti, perché ci amiamo moltissimo. E lo abbiamo fatto anche per i nostri figli. Loro sono un collante importantissimo per la nostra unione. All’altare ho giurato di essere fedele a mio marito e di stargli vicino nella gioia e nel dolore – ha aggiunto – E per chi crede profondamente, come me, quelle parole hanno un significato profondo, sacro, indissolubile. E bisogna rispettarle a tutti i costi, anche quando non è facile. La fede aiuta a non essere egoisti, a non pensare solo a se stessi, ma a mettersi da parte, quando occorre, per il bene altrui. E, questo, per chi ha una famiglia è fondamentale. Non ho mai fatto interventi di chirurgia estetica. Ogni tanto faccio delle punturine di vitamine per “rinfrescare” il viso, ma niente di più. Non ho l’ossessione di sembrare una trentenne, non faccio una tragedia se mi spunta una ruga. Magari, in futuro, cambierò idea”.
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Rebekah, prima modella col braccio bionico: “Il mio handicap? Ora è un vantaggio”
Trasformare un deficit in un’opportunità è qualcosa che ci fa capire le
potenzialità di un essere umano. Trovare nel buio una soluzione è
qualcosa di incredibile, soprattutto se è proprio il ‘buio’ a darci la
spinta per ritrovare la luce. E’ quanto ha fatto Rebekah Marine, una
ragazza di 28 anni nata a Philadelphia con una malformazione all’arto
destro.
Ad un tratto ha capito, anche grazie alla sua bellezza, che poteva trasformare il suo handicap in un punto di forza, che la distinguesse dalla solita figura alla quale siamo abituati.
“Faticavo a trovare uno scopo nella mia vita. Solo un paio di anni fa mi sono resa conto che avrei potuto trasformare il mio ‘handicap’ in un enorme vantaggio. Avrei potuto ispirare altre persone come me ad abbracciare le proprie insicurezze e le piccole imperfezioni della vita – ha raccontato Rebekah sul suo profilo Facebook – Le agenzie spesso non volevano nemmeno guardare il mio portfolio, ho dovuto accettare il fatto che la maggior parte dei clienti non vuole lavorare con me a causa della mia disabilità. Poi, perseverando, ho realizzato che era solo questione di tempo, dovevo trovare la mia nicchia. Trovo sia molto importante portare sulle passerelle ogni genere di persona, anche perché in America quasi una persona su cinque soffre di disabilità. Dovremmo celebrare l’unicità delle persone, e non conformarci a ciò che i media ci dicono essere l’ideale di bellezza”, ha concluso.
Ad un tratto ha capito, anche grazie alla sua bellezza, che poteva trasformare il suo handicap in un punto di forza, che la distinguesse dalla solita figura alla quale siamo abituati.
“Faticavo a trovare uno scopo nella mia vita. Solo un paio di anni fa mi sono resa conto che avrei potuto trasformare il mio ‘handicap’ in un enorme vantaggio. Avrei potuto ispirare altre persone come me ad abbracciare le proprie insicurezze e le piccole imperfezioni della vita – ha raccontato Rebekah sul suo profilo Facebook – Le agenzie spesso non volevano nemmeno guardare il mio portfolio, ho dovuto accettare il fatto che la maggior parte dei clienti non vuole lavorare con me a causa della mia disabilità. Poi, perseverando, ho realizzato che era solo questione di tempo, dovevo trovare la mia nicchia. Trovo sia molto importante portare sulle passerelle ogni genere di persona, anche perché in America quasi una persona su cinque soffre di disabilità. Dovremmo celebrare l’unicità delle persone, e non conformarci a ciò che i media ci dicono essere l’ideale di bellezza”, ha concluso.
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venerdì 4 aprile 2014
Alimentazione durante la gravidanza
Durante la gravidanza la donna ha bisogno di una quota calorica
maggiore sia per la formazione di nuovi tessuti da parte del feto, della
placenta e dell'utero, sia per l'aumento della sua massa sanguigna e
del tessuto adiposo. Inoltre il metabolismo basale aumenta nel 2° e nel
3° trimestre di gravidanza e così il consumo calorico associato ai
movimenti della donna cresciuta di peso.
Esiste una notevole differenza sul "costo energetico" totale della gravidanza, a seconda delle condizioni e del comportamento della donna e cioè se continua a lavorare oppure conduce vita sedentaria. Si parla così di un costo energetico globale che varia tra le 40.000 e le 80.000 calorie.
Tra le gestanti, alcune hanno bisogni calorici e proteici particolarmente elevati: - le gravide con età inferiore ai 18 anni; - le pluripare; - le gravide con precedenti di malnutrizione (ad es. regimi dimagranti).
Attualmente per la gestante normotipo italiana si raccomandano 200-300 calorie in più al giorno.
È ormai assodato che il corretto sviluppo del neonato è in relazione all'alimentazione materna prima e soprattutto durante la gravidanza. A tal fine sono stati compiuti degli studi sul bilancio azotato che hanno stabilito che circa la metà dell'azoto proteico trattenuto dalla donna in gravidanza viene utilizzato per la sintesi di tessuti del feto e dei suoi annessi.
Una quota proteica di 5-6 gr in più al giorno, a partire dal 2° trimestre, è sufficiente per garantire un corretto accrescimento del feto. Ulteriori incrementi non sembrano portare alcun beneficio, né alla madre né al bambino; al contrario, possono essere nocivi per il feto.
Il Ferro è uno dei minerali su cui, durante la gravidanza, è necessario porre attenzione, dal momento che l'espansione del volume ematico in gravidanza, la cessione del ferro al feto e la quota perduta nel parto, messe insieme, possono esporre la donna ad uno stato di carenza di ferro all'interno dei globuli rossi (anemia).
Vero è, tuttavia, che l'organismo ha la capacità (entro certi limiti) di incrementare l'assorbimento di ferro dai cibi quando le riserve sono basse. Nel primo trimestre di gravidanza il maggior fabbisogno di ferro è compensato dall'interruzione delle perdite dovute al flusso mestruale e, se la donna non presenta al concepimento uno stato di anemia da carenza di ferro, non è necessaria alcuna supplementazione in presenza di una dieta bilanciata. Nel secondo e terzo trimestre il fabbisogno sale fino a 30 milligrammi al giorno, che possono essere ottenuti con una dieta sana ed equilibrata oppure con una supplementazione farmacologica.
Il feto umano alla nascita contiene circa 25-35 g di Calcio e 15-20 g di Fosforo sotto forma di sali, di questi circa la metà vengono depositati nel nuovo organismo durante gli ultimi due mesi di gestazione. Per questo motivo è importante che la gestante si assicuri un apporto quotidiano di 1000-1200 mg di Calcio soprattutto attraverso il consumo di latte e latticini che assicurano anche un ottimo apporto di Fosforo.
Dopo tante raccomandazioni sull'eventuale maggior consumo di sostanze alimentari durante la gravidanza, ci sembra utile ricordare come l'abuso di alcool da parte della gestante sia stato messo in relazione con malformazioni congenite e con basso peso alla nascita.
Esiste una notevole differenza sul "costo energetico" totale della gravidanza, a seconda delle condizioni e del comportamento della donna e cioè se continua a lavorare oppure conduce vita sedentaria. Si parla così di un costo energetico globale che varia tra le 40.000 e le 80.000 calorie.
Tra le gestanti, alcune hanno bisogni calorici e proteici particolarmente elevati: - le gravide con età inferiore ai 18 anni; - le pluripare; - le gravide con precedenti di malnutrizione (ad es. regimi dimagranti).
Attualmente per la gestante normotipo italiana si raccomandano 200-300 calorie in più al giorno.
È ormai assodato che il corretto sviluppo del neonato è in relazione all'alimentazione materna prima e soprattutto durante la gravidanza. A tal fine sono stati compiuti degli studi sul bilancio azotato che hanno stabilito che circa la metà dell'azoto proteico trattenuto dalla donna in gravidanza viene utilizzato per la sintesi di tessuti del feto e dei suoi annessi.
Una quota proteica di 5-6 gr in più al giorno, a partire dal 2° trimestre, è sufficiente per garantire un corretto accrescimento del feto. Ulteriori incrementi non sembrano portare alcun beneficio, né alla madre né al bambino; al contrario, possono essere nocivi per il feto.
Il Ferro è uno dei minerali su cui, durante la gravidanza, è necessario porre attenzione, dal momento che l'espansione del volume ematico in gravidanza, la cessione del ferro al feto e la quota perduta nel parto, messe insieme, possono esporre la donna ad uno stato di carenza di ferro all'interno dei globuli rossi (anemia).
Vero è, tuttavia, che l'organismo ha la capacità (entro certi limiti) di incrementare l'assorbimento di ferro dai cibi quando le riserve sono basse. Nel primo trimestre di gravidanza il maggior fabbisogno di ferro è compensato dall'interruzione delle perdite dovute al flusso mestruale e, se la donna non presenta al concepimento uno stato di anemia da carenza di ferro, non è necessaria alcuna supplementazione in presenza di una dieta bilanciata. Nel secondo e terzo trimestre il fabbisogno sale fino a 30 milligrammi al giorno, che possono essere ottenuti con una dieta sana ed equilibrata oppure con una supplementazione farmacologica.
Il feto umano alla nascita contiene circa 25-35 g di Calcio e 15-20 g di Fosforo sotto forma di sali, di questi circa la metà vengono depositati nel nuovo organismo durante gli ultimi due mesi di gestazione. Per questo motivo è importante che la gestante si assicuri un apporto quotidiano di 1000-1200 mg di Calcio soprattutto attraverso il consumo di latte e latticini che assicurano anche un ottimo apporto di Fosforo.
Dopo tante raccomandazioni sull'eventuale maggior consumo di sostanze alimentari durante la gravidanza, ci sembra utile ricordare come l'abuso di alcool da parte della gestante sia stato messo in relazione con malformazioni congenite e con basso peso alla nascita.
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Il risveglio della primavera: 5 regole beauty
Lo
sentite quel flebile tepore sul viso, quei teneri raggi solari che piano
piano cominciano a riscaldare anima e corpo, quell’improvvisa voglia di
trascorrere del tempo all’aria aperta? E’ la primavera!
Si avvicina a piccoli passi la stagione più bella dell’anno, la natura
si risveglia e anche noi usciamo dal letargo: è tempo di rigenerare il corpo
con trattamenti specifici che scrolleranno il torpore invernale di
dosso. Prepararsi alla primavera significa aver cura di alcuni aspetti
basilari della bellezza, che possiamo riassumere in 5 regole fondamentali da fine-letargia.
Cominciamo dall’idratazione, prima e importantissima legge a cui la bellezza deve sottostare. E’ molto probabile che i mesi invernali abbiano lasciato strascichi di pelle molto secca: occorre fare in modo che tutto il corpo ritrovi il giusto nutrimento. La regola fondamentale (che vale tutto l’anno) è quella di bere moltissima acqua, ça va sans dire, ma non lesinate anche con tisane (non zuccherate) depurative e centrifughe di frutta e verdura, veri toccasana per ingerire vitamine e minerali che contribuiscono all’estetica e alla salute della pelle. Idratazione significa anche il giusto trattamento esterno: dopo la doccia, che non deve mai essere troppo calda, eliminate bene i residui d’acqua con l’asciugamano, e non dimenticate mai un velo di crema idratante. Per intensificare l’effetto ‘seta’, applicate qualche goccia di olio di mandorle dolci.
La seconda pratica di bellezza per arrivare alla primavera preparate è un bello scrub totale: addio alle cellule morte (che donano quel colorito spento) e via libera alla rigenerazione. Come spesso vi abbiamo consigliato, potete creare da sole il vostro scrub casalingo, scegliendo semplicemente un elemento granuloso e uno liquido da miscelare. Tanto più la zona del corpo è delicata, meno l’agente ruvido dovrà essere aggressivo: per pancia, interno cosce, decolleté, dorso delle mani e dei piedi, viso utilizzate polvere di caffè, farina di avena; per gambe, braccia, gomiti, ginocchia, optate per zucchero o sale. Come elemento emulsionante ottimo l’olio (d’oliva o di mandorle), lo yogurt, il miele, la crema idratante.
Il risveglio di primavera passa anche per l’eliminazione dei peli, che, diciamoci la verità, in inverno tendiamo a trascurare di più. E se durante la stagione fredda i metodi casalinghi possono bastare (epilatori elettrici e cerette fai da te), ora che stiamo per scoprire le gambe e la zona bikini meglio rivolgersi ad un’esperta, che, dalla testa ai piedi, farà piazza pulita dei peli superflui. Anche se non è ancora tempo di ‘denudarsi’, cominciate a fare ora la ceretta, in modo che i peli arrivino a maggio-giugno molto più deboli. Inoltre, se tendente ad avere peletti incarniti fate uno scrub nella zona interessata un giorno prima della cera.
La quarta ‘regola’ consiste nel giocare d’anticipo: cominciate a curare i piedi, altra parte del corpo che d’inverno viene messa in secondo piano. Tra pochissimo usciranno allo scoperto, e i sandali li renderanno protagonisti del look, occorre quindi cominciare con un bel pediluvio quotidiano, perché la pelle induritasi dentro scarpe e stivali torni ad ammorbidirsi, magari sfregando le zone più dure con la pietra pomice. Attenzione invece ai calli, meglio rivolgersi ad un’esperta per quelli o rischiate di farvi male. Idratate i piedi con creme apposite e curate le unghie, che non devono mai essere troppo corte.
Infine, un occhio di riguardo va rivolto ai capelli, che escono dall’inverno molto probabilmente sfibrati e indeboliti. Un taglio nuovo sarebbe ideale per rinvigorirli, o perlomeno una spuntatina alle punte (5 centimetri almeno). Oltre al solito lavaggio, che non deve essere quotidiano ma almeno a giorni alterni, applicate maschere e impacchi: qui troverete qualche ricetta casalinga per nutrire le chiome in modo ecologico e fai da te.
Cominciamo dall’idratazione, prima e importantissima legge a cui la bellezza deve sottostare. E’ molto probabile che i mesi invernali abbiano lasciato strascichi di pelle molto secca: occorre fare in modo che tutto il corpo ritrovi il giusto nutrimento. La regola fondamentale (che vale tutto l’anno) è quella di bere moltissima acqua, ça va sans dire, ma non lesinate anche con tisane (non zuccherate) depurative e centrifughe di frutta e verdura, veri toccasana per ingerire vitamine e minerali che contribuiscono all’estetica e alla salute della pelle. Idratazione significa anche il giusto trattamento esterno: dopo la doccia, che non deve mai essere troppo calda, eliminate bene i residui d’acqua con l’asciugamano, e non dimenticate mai un velo di crema idratante. Per intensificare l’effetto ‘seta’, applicate qualche goccia di olio di mandorle dolci.
La seconda pratica di bellezza per arrivare alla primavera preparate è un bello scrub totale: addio alle cellule morte (che donano quel colorito spento) e via libera alla rigenerazione. Come spesso vi abbiamo consigliato, potete creare da sole il vostro scrub casalingo, scegliendo semplicemente un elemento granuloso e uno liquido da miscelare. Tanto più la zona del corpo è delicata, meno l’agente ruvido dovrà essere aggressivo: per pancia, interno cosce, decolleté, dorso delle mani e dei piedi, viso utilizzate polvere di caffè, farina di avena; per gambe, braccia, gomiti, ginocchia, optate per zucchero o sale. Come elemento emulsionante ottimo l’olio (d’oliva o di mandorle), lo yogurt, il miele, la crema idratante.
Il risveglio di primavera passa anche per l’eliminazione dei peli, che, diciamoci la verità, in inverno tendiamo a trascurare di più. E se durante la stagione fredda i metodi casalinghi possono bastare (epilatori elettrici e cerette fai da te), ora che stiamo per scoprire le gambe e la zona bikini meglio rivolgersi ad un’esperta, che, dalla testa ai piedi, farà piazza pulita dei peli superflui. Anche se non è ancora tempo di ‘denudarsi’, cominciate a fare ora la ceretta, in modo che i peli arrivino a maggio-giugno molto più deboli. Inoltre, se tendente ad avere peletti incarniti fate uno scrub nella zona interessata un giorno prima della cera.
La quarta ‘regola’ consiste nel giocare d’anticipo: cominciate a curare i piedi, altra parte del corpo che d’inverno viene messa in secondo piano. Tra pochissimo usciranno allo scoperto, e i sandali li renderanno protagonisti del look, occorre quindi cominciare con un bel pediluvio quotidiano, perché la pelle induritasi dentro scarpe e stivali torni ad ammorbidirsi, magari sfregando le zone più dure con la pietra pomice. Attenzione invece ai calli, meglio rivolgersi ad un’esperta per quelli o rischiate di farvi male. Idratate i piedi con creme apposite e curate le unghie, che non devono mai essere troppo corte.
Infine, un occhio di riguardo va rivolto ai capelli, che escono dall’inverno molto probabilmente sfibrati e indeboliti. Un taglio nuovo sarebbe ideale per rinvigorirli, o perlomeno una spuntatina alle punte (5 centimetri almeno). Oltre al solito lavaggio, che non deve essere quotidiano ma almeno a giorni alterni, applicate maschere e impacchi: qui troverete qualche ricetta casalinga per nutrire le chiome in modo ecologico e fai da te.
Il massaggio al caffè
Se ne bevi troppo ti fa innervosire, ma sulla pelle è drenante e
detossinante e il suo profumo ti dona una sensazione di relax. È il
caffè, protagonista di un massaggio davvero speciale. Francesca Di
Terlizzi, Direttrice del Centro Otium a Brescia, spiega come
funziona.
Caffè: proprietà
«Il caffè ha proprietà drenanti, rilassanti e depurative se applicato sulla pelle. In istituto si può provare un massaggio al caffè e burro di Karitè. Per prima cosa viene sciolto il burro di Karite (2 cucchiai) con 1 goccia di olio essenziale di vaniglia. Dopo si aggiunge un cucchiaio di caffè solubile o una tazzina di caffè lasciata raffreddare»
Linfodrenaggio
«L'operatrice impasta il burro di karité con il caffè solubile o liquido e lo applica su tutto il corpo, insistendo sulle ginocchia e sui talloni. Poi procede con il massaggio drenante e detossinante: massaggiando con movimenti del linfodrenaggio il collo, la zona dell'inguine, il cavo popliteo, la zona che sta dietro il ginocchio, con movimenti circolari».
Sulle gambe
«Poi il movimento si concentra sugli arti inferiori con movimenti a pompaggio (come per tracciare dei semicerchi). Qui si parte dall'inguine verso il basso, ma dopo il movimento procede dal basso fino all'alto, per aiutare la microcircolazione a smaltire ed eliminare le tossine liberate nel corso dei movimenti di linfodrenaggio. Si lascia in posa per una decina di minuti, poi si sciacqua sotto la doccia con un prodotto a base di limone o caffè».
Il segreto delle donne francesi
«Se vuoi sfruttare al massimo le proprietà di questa bevanda per un effetto drenante, a casa puoi strofinare i fondi di caffè ancora umidi e tiepidi sulle zone dove è localizzata la cellulite. Avvolgi la zona trattata con una pellicola trasparente o carta argentata per 30 minuti e dopo sciacqua».
Peeling al viso
«Solo se non hai una pelle troppo delicata e sensibile, metti 1 cucchiaio di polvere macinata di chicchi di caffè con 2 cucchiai di olio di sesamo o olio di riso e 1 goccia di olio essenziale di arancio dolce o limone bio. Amalgama bene il composto e insisti sopratutto sulle zone a T del viso».
Caffè: proprietà
«Il caffè ha proprietà drenanti, rilassanti e depurative se applicato sulla pelle. In istituto si può provare un massaggio al caffè e burro di Karitè. Per prima cosa viene sciolto il burro di Karite (2 cucchiai) con 1 goccia di olio essenziale di vaniglia. Dopo si aggiunge un cucchiaio di caffè solubile o una tazzina di caffè lasciata raffreddare»
Linfodrenaggio
«L'operatrice impasta il burro di karité con il caffè solubile o liquido e lo applica su tutto il corpo, insistendo sulle ginocchia e sui talloni. Poi procede con il massaggio drenante e detossinante: massaggiando con movimenti del linfodrenaggio il collo, la zona dell'inguine, il cavo popliteo, la zona che sta dietro il ginocchio, con movimenti circolari».
Sulle gambe
«Poi il movimento si concentra sugli arti inferiori con movimenti a pompaggio (come per tracciare dei semicerchi). Qui si parte dall'inguine verso il basso, ma dopo il movimento procede dal basso fino all'alto, per aiutare la microcircolazione a smaltire ed eliminare le tossine liberate nel corso dei movimenti di linfodrenaggio. Si lascia in posa per una decina di minuti, poi si sciacqua sotto la doccia con un prodotto a base di limone o caffè».
Il segreto delle donne francesi
«Se vuoi sfruttare al massimo le proprietà di questa bevanda per un effetto drenante, a casa puoi strofinare i fondi di caffè ancora umidi e tiepidi sulle zone dove è localizzata la cellulite. Avvolgi la zona trattata con una pellicola trasparente o carta argentata per 30 minuti e dopo sciacqua».
Peeling al viso
«Solo se non hai una pelle troppo delicata e sensibile, metti 1 cucchiaio di polvere macinata di chicchi di caffè con 2 cucchiai di olio di sesamo o olio di riso e 1 goccia di olio essenziale di arancio dolce o limone bio. Amalgama bene il composto e insisti sopratutto sulle zone a T del viso».
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