L’intestino pigro è un problema molto diffuso: ne soffrono ben 4 milioni di italiani e ne risentono maggiormente le donne. Causa di fastidi e insicurezze, il gonfiore addominale si può combattere con una corretta alimentazione. Ecco come sconfiggerla.
Prima di consultare uno specialista, e autodiagnosticarsi un disturbo come la stipsi (si tratta di una vera e propria condizione medica), assicurati di assumere abbastanza liquidi,
favoriscono infatti la digestione e introduci nella tua routine
alimentare almeno 25-30 grammi di fibre al giorno, che aiutano la
regolarità dei moti intestinali.
Ci sono, poi, degli alimenti che puoi assumere per alleviare i sintomi e altri che sarebbe meglio evitare.
Cibi che leniscono la costipazione:
1. Prugne: Sono un rimedio un po’ all’antica ma
sempre efficace poiché contengono un grosso quantitativo di fibre
insolubili. È dell’università dell’Iowa lo studio comparativo tra prugne
e lassativi, che ha visto il frutto avere più successo nel ripristinare
la corretta funzionalità dell’intestino.
2. Fagioli: Contenenti 10 grammi di fibre per
piatto, hanno il beneficio di fornire un valido supporto all’equilibrio
dell’intestino oltre che una fonte insostituibile di energia.
3. Kiwi: se le zuppe non sono il tuo forte ma ami il
cibo “pronto da mangiare”, assicurati di avere in ufficio dei Kiwi.
Ottimi per lo spuntino perché ricchi di vitamine, si consiglia, per
combatte la stitichezza di assumerne due al giorno.
4. Carboidrati integrali: quello che differenzia i
carboidrati integrali da quelli raffinati è il rivestimento del chicco
che viene perso durante la raffinazione. L’involucro, che conosciamo
come crusca, è ricchissimo di fibre e aiuta un’assimilazione lenta degli
zuccheri, abbassando così l’indice glicemico della pietanza. Se non ami
il gusto rustico della pasta integrale, potrai beneficiare della crusca
mangiandola assieme allo yogurt o utilizzandola come panatura per le
tue preparazioni.
5. Olio d’oliva: un cucchiaio a stomaco vuoto può
risolvere una situazione bloccata da settimane risparmiandoti
l’assunzione di un lassativo. Lubrifica l’intestino e riequilibra la
chimica della tua digestione.
Se il gonfiore non ti dà tregua, inoltre, il consiglio è di fare una
passeggiata dopo aver mangiato e di bandire, almeno finché non avrai
ritrovato la tua regolarità, questi cibi:
• Cioccolata
• Prodotti caseari
• Carne rossa
• Banane
• Caffé
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martedì 14 novembre 2017
sabato 7 ottobre 2017
Occhi: 5 dritte per truccarli al meglio
Sono forse la prima cosa che iniziamo a truccare fin da ragazzine: gli occhi. Del resto se, come emerge dalle ricerche, anche i signori uomini sono irresistibilmente attratti dal nostro sguardo, l'errore non è consentito. Ecco dunque qualche suggerimento per utilizzare al meglio il make up e valorizzare "lo specchio dell'anima"!
Fin da piccoline impariamo che occhi e labbra sono da mettere in risalto, perché ci rendono uniche e sono anche i punti focali del nostro volto.
Tuttavia, con gli anni impariamo tecniche diverse, cambia la moda, ma - ahinoi! - cambiano anche la nostra pelle e l'ovale del viso.
Ecco qualche suggerimento per rendere il nostro sguardo irresistibile e non commettere errori. Di più, di più, di più: il mascara, che nella sua confezione attuale con scovolino e tubetto è comparso solo nel 1957, è un must. Immancabile nelle trousse e beauty case di qualsiasi donna, è fondamentale per il make up. Possiamo dimenticarci tutto, ma non il mascara: per evidenziare lo sguardo, la parola d'rodine è esagerare. Passiamolo anche due o tre volte, aspettando che la passata precedente si asciughi, e ripartiamo con lo spazzolino per uno sguardo intrigante a qualsiasi età. Una linea fondamentale: altro irrinunciabile complemento per il nostro make up è l'eyeliner, su cui non si discute. Chiamato "khol" nei paesi arabi e "kajal" nei paesi asiatici, affonda le radici nientemeno che nell'Antico Egitto, ove veniva usato sia dagli uomini che dalle donne, e per i quali la linea nera, che si ispirava agli occhi del gatto - animale sacro - veniva estesa oltre l’occhio, curvandosi verso lo zigomo o verso il sopracciglio. Oggi però la inea di eyeliner deve essere ben disegnata e seguire la forma dell'occhio, mutandola verso la fine solo di pochi millimetri per non rendere il make up troppo artificioso e finto. Less is more, in questo caso! Inizia dalla base: anche se siamo di fretta mai dimenticare di applicare un buon primer prima dell'ombretto, pena un ,ake up della durata di poche ore e pericolose grinzette pronte a guastare la nostra opera d'arte. E' sufficiente prelevare una goccia di base occhi e spalmarla sulla palpebra per ottenere un finish dell'ombretto perfetto e duraturo. Es modus in rebus: applicare l'ombretto richiede una certa maestria: per quello in polvere mai procedere in senso orizzontale, ovvero dall'esterno verso l'interno o viceversa per non creare le anti-estetiche pieghette sulla palpebra che ci rende triste lo sguardo. La corretta applicazione si fa col pennellino che va pressato dall'alto verso il basso: bye bye grinze! L'età giusta: per chi tra noi non è più una ragazzina, suggerisco di usare sempre tonalità tenui e calde, decisamente più eleganti e sobrie. Ricordiamo che la semplicità premia, soprattutto le signore più adulte... diciamo così!
Pilates: i vantaggi di una disciplina che allena corpo e mente
Il Pilates è una forma di allenamento molto
popolare e praticata da numeri sempre crescenti di persone. Sono
soprattutto le donne ad apprezzarlo perché si tratta di una ginnastica “dolce” e adatta a tutti, anche a chi non fa sport abitualmente. E’ un metodo che punta al miglioramento dell’elasticità delle articolazioni, alla fluidità dei movimenti e all’allungamento dei muscoli, con particolare attenzione al rafforzamento della cintura addominale e al miglioramento della respirazione e della consapevolezza corporea. E’ insomma una ginnastica “body and mind”,
in cui cioè la mente e lo spirito sono completamente in sintonia con il
copro, superando stress e tensioni. Anche se l’allenamento può sembrare
poco intenso, con il Pilates si può perdere peso e modellare la muscolatura in modo armonioso.
Il metodo è stato inventato all’inizio del Novecento da Joseph Pilates, un
imprenditore tedesco naturalizzato statunitense, il quale inventò un
sistema di allenamento chiamato Contrología, in cui la mente diventa
capace di assumere la perfetta padronanza del movimento del corpo.
Pilates era di costituzione gracile: proprio questo lo spinse a studiare
il funzionamento dell’organismo e della muscolatura per rinforzarli
attraverso l’esercizio fisico. Dopo aver osservato i movimenti spontanei
dei bimbi piccoli e dei gatti, inventò una serie di esercizi con i
quali superò i suoi problemi di salute e divenne un grande sportivo.
Negli anni successivi sviluppò il suo metodo che divenne subito molto popolare soprattutto tra i ballerini,
visto che gli esercizi Pilates li aiutavano a migliorare le loro
performances e a recuperare la forma dopo traumi o incidenti. Il Pilates
si pratica a corpo libero o con alcuni attrezzi particolari.
I fondamenti del metodo Pilates sono sei: La concentrazione – la mente deve sempre mantenere il completo controllo dei diversi movimenti Il controllo – ogni movimento deve essere eseguito con precisione, senza fretta e in modo puntuale Il baricentro – chiamato anche Power House è situato nella cintura addominale ed è il punto di forza e di controllo di tutto l’organismo La fluidità – come sintesi e risultato degli elementi precedenti La precisione – ogni movimento deve avvicinarsi il più possibile alla perfezione La respirazione –
deve essere sempre ben controllata e sincronizzata all’esercizio: di
solito, salvo diversa indicazione dell’insegnante, all’inizio del
movimento si inspira e si espira nel momento dello sforzo maggiore.
I benefici del Pilates sono molteplici: E’ ADATTO A TUTTI - Innanzi tutto è una disciplina calibrata sulle capacità fisiche di chi lo pratica e nei limiti di ciascuno. E’ quindi adatto anche a chi ha qualche problema fisico: il metodo viene spesso adoperato quando si deve effettuare una rieducazione posturale o in fisioterapia.
RIMODELLA IN MODO ARMONIOSO - Gli esercizi si eseguono lentamente e con il massimo controllo. Lo scopo è soprattutto ottenere l’allungamento dei muscoli, non il loro potenziamento, per migliorare la funzionalità dell’intera struttura corporea nel rispetto delle condizioni di salute di ciascuno. Il corpo ne esce tonico e rimodellato in modo armonioso, senza gli ingrossamenti muscolari tipici del body building.
STOP ALLO STRESS – Attraverso il controllo della respirazione e la concentrazione richiesta dagli esercizi, si ottiene un allentamento dello stato di stress e delle tensioni muscolari che si accompagnano ad esso. Il Pilates può trasformarsi in una pausa mentale nella quale ritrovare l’equilibrio e rimettere in contatto corpo e mente in modo positivo, come avviene con la meditazione.
MAL DI SCHIENA ADDIO – Rinforzando i muscoli del tronco, come la cintura addominale, ma anche glutei, adduttori e zona lombare, si ottiene un miglioramento posturale e un riallineamento della colonna vertebrale, attenuando mal di schiena e dolori al collo e alla zona cervicale. L’importante è affidarsi sempre ad un istruttore qualificato che insegni i movimenti più adatti e verifichi che gli esercizi vengano eseguiti correttamente.
PACE CON LA BILANCIA – Il Pilates è una disciplina dolce, ma che può essere praticata anche in modo intenso, con un notevole dispendio energetico. E’ adatta dunque anche per perdere peso e nello stesso tempo migliorare la tonicità muscolare.
I benefici del Pilates sono molteplici: E’ ADATTO A TUTTI - Innanzi tutto è una disciplina calibrata sulle capacità fisiche di chi lo pratica e nei limiti di ciascuno. E’ quindi adatto anche a chi ha qualche problema fisico: il metodo viene spesso adoperato quando si deve effettuare una rieducazione posturale o in fisioterapia.
RIMODELLA IN MODO ARMONIOSO - Gli esercizi si eseguono lentamente e con il massimo controllo. Lo scopo è soprattutto ottenere l’allungamento dei muscoli, non il loro potenziamento, per migliorare la funzionalità dell’intera struttura corporea nel rispetto delle condizioni di salute di ciascuno. Il corpo ne esce tonico e rimodellato in modo armonioso, senza gli ingrossamenti muscolari tipici del body building.
STOP ALLO STRESS – Attraverso il controllo della respirazione e la concentrazione richiesta dagli esercizi, si ottiene un allentamento dello stato di stress e delle tensioni muscolari che si accompagnano ad esso. Il Pilates può trasformarsi in una pausa mentale nella quale ritrovare l’equilibrio e rimettere in contatto corpo e mente in modo positivo, come avviene con la meditazione.
MAL DI SCHIENA ADDIO – Rinforzando i muscoli del tronco, come la cintura addominale, ma anche glutei, adduttori e zona lombare, si ottiene un miglioramento posturale e un riallineamento della colonna vertebrale, attenuando mal di schiena e dolori al collo e alla zona cervicale. L’importante è affidarsi sempre ad un istruttore qualificato che insegni i movimenti più adatti e verifichi che gli esercizi vengano eseguiti correttamente.
PACE CON LA BILANCIA – Il Pilates è una disciplina dolce, ma che può essere praticata anche in modo intenso, con un notevole dispendio energetico. E’ adatta dunque anche per perdere peso e nello stesso tempo migliorare la tonicità muscolare.
giovedì 14 settembre 2017
I piedi possono contrarre malattie della pelle di varia natura
Le malattie delle pelle sono molteplici e di varia natura. Alcune sono gravi come il melanoma ed altre molto meno perché dovute a batteri, virus, parassiti e funghi. Molte volte i veri nemici dei piedi e le malattie della pelle che li colpiscono, sono i solarium, gli spogliatoi e le piscine. Questi luoghi per l'affollamento e lo scarso igiene facilitano la comparsa di micosi.
Le malattie che possono insorgere
Nei piedi, le malattie della pelle che più frequentemente possono
insorgere sono le micosi, i geloni, le verruche, i calli. Una pressione
continua su un punto ristretto della pelle, provoca un indurimento di
quest'ultima o callo. Per prevenire i calli sarebbe bene indossare
scarpe comode e Dr.Sholl ha creato prodotti per un trattamento anti
callosità che rende la pelle liscia e levigata, ad un costo di 8 euro.
Il freddo intenso può provocare i geloni che si localizzano tra le dita
dei piedi. Si presentano con una chiazza di colore rosso, associata ad
un intenso prurito quando la parte si riscalda. Sarebbe bene evitare
esposizioni al freddo e proteggersi con caldi indumenti. Per i geloni si
possono usare pomate come Vitigel e Essaven Gel. Le micosi sono
malattie causate da funghi che vivono sulla pelle e si manifestano con
chiazze che variano dal colore biancastro al bruno con un lieve prurito.
La terapia è il trattamento locale con dei farmaci antimicotici come la
crema Pivanazolo, ottima per la sua attività antibatterica.
Una dermatosi che interessa gli spazi fra le dita della regione plantare
è la disidrosi. E' caratterizzata da una sudorazione eccessiva e
possono formarsi delle vesciche di dimensioni diverse, che dopo alcuni
giorni lasciano delle croste squamose. E' consigliabile fare dei bagni
con prodotti antisettici a base di acido borico. Sui piedi possono
comparire anche le comunissime verruche che possono essere trattate con
pomate o bruciate mediante azoto liquido.
Come proteggere i nostri piedi
Per proteggere i piedi dalle malattie della pelle sarebbe bene prendere
delle precauzioni. Quando si frequentano piscine e palestre sarebbe bene
indossare ciabatte anche sotto la doccia, non mettere pantofole altrui e
mettere addosso calzini e scarpe che fanno respirare la pelle. E' bene
utilizzare per la doccia un detergente con pH 3,5 che aiuta ad eliminare
i batteri ed i microbi. Un buon prodotto è Bionike Triderm Doccia
Schiuma pH 3,5 ad un costo di circa 7 euro, adatto anche per pelli molto
sensibili.
Trattamenti a base di fiori
Il modo migliore per festeggiare l'arrivo della primavera?
Concedersi una coccola di benessere al profumo dei fiori che
sbocciano come trattamenti per viso e corpo ognuno con un
proprio bouquet .
E' primavera e i centri benessere spalancano le porte lasciando entrare i profumi dei fiori provenienti da prati, boschi e giardini! Fioriscono così petali e profumi anche su trattamenti wellness. Scegli il tuo bouquet preferito e inizia a "respirare" aria di relax…
E' primavera e i centri benessere spalancano le porte lasciando entrare i profumi dei fiori provenienti da prati, boschi e giardini! Fioriscono così petali e profumi anche su trattamenti wellness. Scegli il tuo bouquet preferito e inizia a "respirare" aria di relax…
L'acido folico assunto in gravidanza riduce del 40% il rischio di autismo
Assumere acido folico all'inizio della gravidanza, da quattro settimane
prima del concepimento a otto settimane dopo, può ridurre del 40% il
rischio autismo per il nascituro. A stabilirlo è una ricerca frutto di
una collaborazione a livello internazionale tra il Norwegian Institute of Public Health e la Columbia University di New York pubblicata sulla rivista Journal of the Amrican Medical Association (Jama).
Lo studio ha preso in considerazione oltre 85mila bambini sul tipo di integratori assunti in gravidanza dalla mamma e in quale fase della gestazione.
Gli esperti hanno monitorato il campione di bambini per alcuni anni per verificare l'interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l'autismo. Sono stati esaminati 85.176 piccoli nati tra il 2002 e il 2008 e anche i loro genitori hanno partecipato allo studio e sono stati diagnosticati 270 casi di autismo e malattie affini.
È emerso che i figli delle donne che avevano assunto acido folico all'inizio della gravidanza, hanno avuto un rischio ridotto del 40% di avere figli con un disturbo autistico rispetto alle coetanee che non hanno preso l'acido folico.
L'acido folico è una vitamina del gruppo B. Essenziale per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle, è particolarmente importante durante la formazione dell'embrione, in quanto permette di prevenire una grave malformazione dello sviluppo, la spina bifida.
L'acido folico, seppur presente in natura nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), viene ridotto notevolmente durante la cottura (circa 80%). Per questo è necessario che le donne lo integrino attraverso la dieta.
Lo studio ha preso in considerazione oltre 85mila bambini sul tipo di integratori assunti in gravidanza dalla mamma e in quale fase della gestazione.
Gli esperti hanno monitorato il campione di bambini per alcuni anni per verificare l'interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l'autismo. Sono stati esaminati 85.176 piccoli nati tra il 2002 e il 2008 e anche i loro genitori hanno partecipato allo studio e sono stati diagnosticati 270 casi di autismo e malattie affini.
È emerso che i figli delle donne che avevano assunto acido folico all'inizio della gravidanza, hanno avuto un rischio ridotto del 40% di avere figli con un disturbo autistico rispetto alle coetanee che non hanno preso l'acido folico.
L'acido folico è una vitamina del gruppo B. Essenziale per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle, è particolarmente importante durante la formazione dell'embrione, in quanto permette di prevenire una grave malformazione dello sviluppo, la spina bifida.
L'acido folico, seppur presente in natura nella carne, nel lievito di birra e in molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), viene ridotto notevolmente durante la cottura (circa 80%). Per questo è necessario che le donne lo integrino attraverso la dieta.
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venerdì 4 aprile 2014
Alimentazione durante la gravidanza
Durante la gravidanza la donna ha bisogno di una quota calorica
maggiore sia per la formazione di nuovi tessuti da parte del feto, della
placenta e dell'utero, sia per l'aumento della sua massa sanguigna e
del tessuto adiposo. Inoltre il metabolismo basale aumenta nel 2° e nel
3° trimestre di gravidanza e così il consumo calorico associato ai
movimenti della donna cresciuta di peso.
Esiste una notevole differenza sul "costo energetico" totale della gravidanza, a seconda delle condizioni e del comportamento della donna e cioè se continua a lavorare oppure conduce vita sedentaria. Si parla così di un costo energetico globale che varia tra le 40.000 e le 80.000 calorie.
Tra le gestanti, alcune hanno bisogni calorici e proteici particolarmente elevati: - le gravide con età inferiore ai 18 anni; - le pluripare; - le gravide con precedenti di malnutrizione (ad es. regimi dimagranti).
Attualmente per la gestante normotipo italiana si raccomandano 200-300 calorie in più al giorno.
È ormai assodato che il corretto sviluppo del neonato è in relazione all'alimentazione materna prima e soprattutto durante la gravidanza. A tal fine sono stati compiuti degli studi sul bilancio azotato che hanno stabilito che circa la metà dell'azoto proteico trattenuto dalla donna in gravidanza viene utilizzato per la sintesi di tessuti del feto e dei suoi annessi.
Una quota proteica di 5-6 gr in più al giorno, a partire dal 2° trimestre, è sufficiente per garantire un corretto accrescimento del feto. Ulteriori incrementi non sembrano portare alcun beneficio, né alla madre né al bambino; al contrario, possono essere nocivi per il feto.
Il Ferro è uno dei minerali su cui, durante la gravidanza, è necessario porre attenzione, dal momento che l'espansione del volume ematico in gravidanza, la cessione del ferro al feto e la quota perduta nel parto, messe insieme, possono esporre la donna ad uno stato di carenza di ferro all'interno dei globuli rossi (anemia).
Vero è, tuttavia, che l'organismo ha la capacità (entro certi limiti) di incrementare l'assorbimento di ferro dai cibi quando le riserve sono basse. Nel primo trimestre di gravidanza il maggior fabbisogno di ferro è compensato dall'interruzione delle perdite dovute al flusso mestruale e, se la donna non presenta al concepimento uno stato di anemia da carenza di ferro, non è necessaria alcuna supplementazione in presenza di una dieta bilanciata. Nel secondo e terzo trimestre il fabbisogno sale fino a 30 milligrammi al giorno, che possono essere ottenuti con una dieta sana ed equilibrata oppure con una supplementazione farmacologica.
Il feto umano alla nascita contiene circa 25-35 g di Calcio e 15-20 g di Fosforo sotto forma di sali, di questi circa la metà vengono depositati nel nuovo organismo durante gli ultimi due mesi di gestazione. Per questo motivo è importante che la gestante si assicuri un apporto quotidiano di 1000-1200 mg di Calcio soprattutto attraverso il consumo di latte e latticini che assicurano anche un ottimo apporto di Fosforo.
Dopo tante raccomandazioni sull'eventuale maggior consumo di sostanze alimentari durante la gravidanza, ci sembra utile ricordare come l'abuso di alcool da parte della gestante sia stato messo in relazione con malformazioni congenite e con basso peso alla nascita.
Esiste una notevole differenza sul "costo energetico" totale della gravidanza, a seconda delle condizioni e del comportamento della donna e cioè se continua a lavorare oppure conduce vita sedentaria. Si parla così di un costo energetico globale che varia tra le 40.000 e le 80.000 calorie.
Tra le gestanti, alcune hanno bisogni calorici e proteici particolarmente elevati: - le gravide con età inferiore ai 18 anni; - le pluripare; - le gravide con precedenti di malnutrizione (ad es. regimi dimagranti).
Attualmente per la gestante normotipo italiana si raccomandano 200-300 calorie in più al giorno.
È ormai assodato che il corretto sviluppo del neonato è in relazione all'alimentazione materna prima e soprattutto durante la gravidanza. A tal fine sono stati compiuti degli studi sul bilancio azotato che hanno stabilito che circa la metà dell'azoto proteico trattenuto dalla donna in gravidanza viene utilizzato per la sintesi di tessuti del feto e dei suoi annessi.
Una quota proteica di 5-6 gr in più al giorno, a partire dal 2° trimestre, è sufficiente per garantire un corretto accrescimento del feto. Ulteriori incrementi non sembrano portare alcun beneficio, né alla madre né al bambino; al contrario, possono essere nocivi per il feto.
Il Ferro è uno dei minerali su cui, durante la gravidanza, è necessario porre attenzione, dal momento che l'espansione del volume ematico in gravidanza, la cessione del ferro al feto e la quota perduta nel parto, messe insieme, possono esporre la donna ad uno stato di carenza di ferro all'interno dei globuli rossi (anemia).
Vero è, tuttavia, che l'organismo ha la capacità (entro certi limiti) di incrementare l'assorbimento di ferro dai cibi quando le riserve sono basse. Nel primo trimestre di gravidanza il maggior fabbisogno di ferro è compensato dall'interruzione delle perdite dovute al flusso mestruale e, se la donna non presenta al concepimento uno stato di anemia da carenza di ferro, non è necessaria alcuna supplementazione in presenza di una dieta bilanciata. Nel secondo e terzo trimestre il fabbisogno sale fino a 30 milligrammi al giorno, che possono essere ottenuti con una dieta sana ed equilibrata oppure con una supplementazione farmacologica.
Il feto umano alla nascita contiene circa 25-35 g di Calcio e 15-20 g di Fosforo sotto forma di sali, di questi circa la metà vengono depositati nel nuovo organismo durante gli ultimi due mesi di gestazione. Per questo motivo è importante che la gestante si assicuri un apporto quotidiano di 1000-1200 mg di Calcio soprattutto attraverso il consumo di latte e latticini che assicurano anche un ottimo apporto di Fosforo.
Dopo tante raccomandazioni sull'eventuale maggior consumo di sostanze alimentari durante la gravidanza, ci sembra utile ricordare come l'abuso di alcool da parte della gestante sia stato messo in relazione con malformazioni congenite e con basso peso alla nascita.
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Il risveglio della primavera: 5 regole beauty
Lo
sentite quel flebile tepore sul viso, quei teneri raggi solari che piano
piano cominciano a riscaldare anima e corpo, quell’improvvisa voglia di
trascorrere del tempo all’aria aperta? E’ la primavera!
Si avvicina a piccoli passi la stagione più bella dell’anno, la natura
si risveglia e anche noi usciamo dal letargo: è tempo di rigenerare il corpo
con trattamenti specifici che scrolleranno il torpore invernale di
dosso. Prepararsi alla primavera significa aver cura di alcuni aspetti
basilari della bellezza, che possiamo riassumere in 5 regole fondamentali da fine-letargia.
Cominciamo dall’idratazione, prima e importantissima legge a cui la bellezza deve sottostare. E’ molto probabile che i mesi invernali abbiano lasciato strascichi di pelle molto secca: occorre fare in modo che tutto il corpo ritrovi il giusto nutrimento. La regola fondamentale (che vale tutto l’anno) è quella di bere moltissima acqua, ça va sans dire, ma non lesinate anche con tisane (non zuccherate) depurative e centrifughe di frutta e verdura, veri toccasana per ingerire vitamine e minerali che contribuiscono all’estetica e alla salute della pelle. Idratazione significa anche il giusto trattamento esterno: dopo la doccia, che non deve mai essere troppo calda, eliminate bene i residui d’acqua con l’asciugamano, e non dimenticate mai un velo di crema idratante. Per intensificare l’effetto ‘seta’, applicate qualche goccia di olio di mandorle dolci.
La seconda pratica di bellezza per arrivare alla primavera preparate è un bello scrub totale: addio alle cellule morte (che donano quel colorito spento) e via libera alla rigenerazione. Come spesso vi abbiamo consigliato, potete creare da sole il vostro scrub casalingo, scegliendo semplicemente un elemento granuloso e uno liquido da miscelare. Tanto più la zona del corpo è delicata, meno l’agente ruvido dovrà essere aggressivo: per pancia, interno cosce, decolleté, dorso delle mani e dei piedi, viso utilizzate polvere di caffè, farina di avena; per gambe, braccia, gomiti, ginocchia, optate per zucchero o sale. Come elemento emulsionante ottimo l’olio (d’oliva o di mandorle), lo yogurt, il miele, la crema idratante.
Il risveglio di primavera passa anche per l’eliminazione dei peli, che, diciamoci la verità, in inverno tendiamo a trascurare di più. E se durante la stagione fredda i metodi casalinghi possono bastare (epilatori elettrici e cerette fai da te), ora che stiamo per scoprire le gambe e la zona bikini meglio rivolgersi ad un’esperta, che, dalla testa ai piedi, farà piazza pulita dei peli superflui. Anche se non è ancora tempo di ‘denudarsi’, cominciate a fare ora la ceretta, in modo che i peli arrivino a maggio-giugno molto più deboli. Inoltre, se tendente ad avere peletti incarniti fate uno scrub nella zona interessata un giorno prima della cera.
La quarta ‘regola’ consiste nel giocare d’anticipo: cominciate a curare i piedi, altra parte del corpo che d’inverno viene messa in secondo piano. Tra pochissimo usciranno allo scoperto, e i sandali li renderanno protagonisti del look, occorre quindi cominciare con un bel pediluvio quotidiano, perché la pelle induritasi dentro scarpe e stivali torni ad ammorbidirsi, magari sfregando le zone più dure con la pietra pomice. Attenzione invece ai calli, meglio rivolgersi ad un’esperta per quelli o rischiate di farvi male. Idratate i piedi con creme apposite e curate le unghie, che non devono mai essere troppo corte.
Infine, un occhio di riguardo va rivolto ai capelli, che escono dall’inverno molto probabilmente sfibrati e indeboliti. Un taglio nuovo sarebbe ideale per rinvigorirli, o perlomeno una spuntatina alle punte (5 centimetri almeno). Oltre al solito lavaggio, che non deve essere quotidiano ma almeno a giorni alterni, applicate maschere e impacchi: qui troverete qualche ricetta casalinga per nutrire le chiome in modo ecologico e fai da te.
Cominciamo dall’idratazione, prima e importantissima legge a cui la bellezza deve sottostare. E’ molto probabile che i mesi invernali abbiano lasciato strascichi di pelle molto secca: occorre fare in modo che tutto il corpo ritrovi il giusto nutrimento. La regola fondamentale (che vale tutto l’anno) è quella di bere moltissima acqua, ça va sans dire, ma non lesinate anche con tisane (non zuccherate) depurative e centrifughe di frutta e verdura, veri toccasana per ingerire vitamine e minerali che contribuiscono all’estetica e alla salute della pelle. Idratazione significa anche il giusto trattamento esterno: dopo la doccia, che non deve mai essere troppo calda, eliminate bene i residui d’acqua con l’asciugamano, e non dimenticate mai un velo di crema idratante. Per intensificare l’effetto ‘seta’, applicate qualche goccia di olio di mandorle dolci.
La seconda pratica di bellezza per arrivare alla primavera preparate è un bello scrub totale: addio alle cellule morte (che donano quel colorito spento) e via libera alla rigenerazione. Come spesso vi abbiamo consigliato, potete creare da sole il vostro scrub casalingo, scegliendo semplicemente un elemento granuloso e uno liquido da miscelare. Tanto più la zona del corpo è delicata, meno l’agente ruvido dovrà essere aggressivo: per pancia, interno cosce, decolleté, dorso delle mani e dei piedi, viso utilizzate polvere di caffè, farina di avena; per gambe, braccia, gomiti, ginocchia, optate per zucchero o sale. Come elemento emulsionante ottimo l’olio (d’oliva o di mandorle), lo yogurt, il miele, la crema idratante.
Il risveglio di primavera passa anche per l’eliminazione dei peli, che, diciamoci la verità, in inverno tendiamo a trascurare di più. E se durante la stagione fredda i metodi casalinghi possono bastare (epilatori elettrici e cerette fai da te), ora che stiamo per scoprire le gambe e la zona bikini meglio rivolgersi ad un’esperta, che, dalla testa ai piedi, farà piazza pulita dei peli superflui. Anche se non è ancora tempo di ‘denudarsi’, cominciate a fare ora la ceretta, in modo che i peli arrivino a maggio-giugno molto più deboli. Inoltre, se tendente ad avere peletti incarniti fate uno scrub nella zona interessata un giorno prima della cera.
La quarta ‘regola’ consiste nel giocare d’anticipo: cominciate a curare i piedi, altra parte del corpo che d’inverno viene messa in secondo piano. Tra pochissimo usciranno allo scoperto, e i sandali li renderanno protagonisti del look, occorre quindi cominciare con un bel pediluvio quotidiano, perché la pelle induritasi dentro scarpe e stivali torni ad ammorbidirsi, magari sfregando le zone più dure con la pietra pomice. Attenzione invece ai calli, meglio rivolgersi ad un’esperta per quelli o rischiate di farvi male. Idratate i piedi con creme apposite e curate le unghie, che non devono mai essere troppo corte.
Infine, un occhio di riguardo va rivolto ai capelli, che escono dall’inverno molto probabilmente sfibrati e indeboliti. Un taglio nuovo sarebbe ideale per rinvigorirli, o perlomeno una spuntatina alle punte (5 centimetri almeno). Oltre al solito lavaggio, che non deve essere quotidiano ma almeno a giorni alterni, applicate maschere e impacchi: qui troverete qualche ricetta casalinga per nutrire le chiome in modo ecologico e fai da te.
Il massaggio al caffè
Se ne bevi troppo ti fa innervosire, ma sulla pelle è drenante e
detossinante e il suo profumo ti dona una sensazione di relax. È il
caffè, protagonista di un massaggio davvero speciale. Francesca Di
Terlizzi, Direttrice del Centro Otium a Brescia, spiega come
funziona.
Caffè: proprietà
«Il caffè ha proprietà drenanti, rilassanti e depurative se applicato sulla pelle. In istituto si può provare un massaggio al caffè e burro di Karitè. Per prima cosa viene sciolto il burro di Karite (2 cucchiai) con 1 goccia di olio essenziale di vaniglia. Dopo si aggiunge un cucchiaio di caffè solubile o una tazzina di caffè lasciata raffreddare»
Linfodrenaggio
«L'operatrice impasta il burro di karité con il caffè solubile o liquido e lo applica su tutto il corpo, insistendo sulle ginocchia e sui talloni. Poi procede con il massaggio drenante e detossinante: massaggiando con movimenti del linfodrenaggio il collo, la zona dell'inguine, il cavo popliteo, la zona che sta dietro il ginocchio, con movimenti circolari».
Sulle gambe
«Poi il movimento si concentra sugli arti inferiori con movimenti a pompaggio (come per tracciare dei semicerchi). Qui si parte dall'inguine verso il basso, ma dopo il movimento procede dal basso fino all'alto, per aiutare la microcircolazione a smaltire ed eliminare le tossine liberate nel corso dei movimenti di linfodrenaggio. Si lascia in posa per una decina di minuti, poi si sciacqua sotto la doccia con un prodotto a base di limone o caffè».
Il segreto delle donne francesi
«Se vuoi sfruttare al massimo le proprietà di questa bevanda per un effetto drenante, a casa puoi strofinare i fondi di caffè ancora umidi e tiepidi sulle zone dove è localizzata la cellulite. Avvolgi la zona trattata con una pellicola trasparente o carta argentata per 30 minuti e dopo sciacqua».
Peeling al viso
«Solo se non hai una pelle troppo delicata e sensibile, metti 1 cucchiaio di polvere macinata di chicchi di caffè con 2 cucchiai di olio di sesamo o olio di riso e 1 goccia di olio essenziale di arancio dolce o limone bio. Amalgama bene il composto e insisti sopratutto sulle zone a T del viso».
Caffè: proprietà
«Il caffè ha proprietà drenanti, rilassanti e depurative se applicato sulla pelle. In istituto si può provare un massaggio al caffè e burro di Karitè. Per prima cosa viene sciolto il burro di Karite (2 cucchiai) con 1 goccia di olio essenziale di vaniglia. Dopo si aggiunge un cucchiaio di caffè solubile o una tazzina di caffè lasciata raffreddare»
Linfodrenaggio
«L'operatrice impasta il burro di karité con il caffè solubile o liquido e lo applica su tutto il corpo, insistendo sulle ginocchia e sui talloni. Poi procede con il massaggio drenante e detossinante: massaggiando con movimenti del linfodrenaggio il collo, la zona dell'inguine, il cavo popliteo, la zona che sta dietro il ginocchio, con movimenti circolari».
Sulle gambe
«Poi il movimento si concentra sugli arti inferiori con movimenti a pompaggio (come per tracciare dei semicerchi). Qui si parte dall'inguine verso il basso, ma dopo il movimento procede dal basso fino all'alto, per aiutare la microcircolazione a smaltire ed eliminare le tossine liberate nel corso dei movimenti di linfodrenaggio. Si lascia in posa per una decina di minuti, poi si sciacqua sotto la doccia con un prodotto a base di limone o caffè».
Il segreto delle donne francesi
«Se vuoi sfruttare al massimo le proprietà di questa bevanda per un effetto drenante, a casa puoi strofinare i fondi di caffè ancora umidi e tiepidi sulle zone dove è localizzata la cellulite. Avvolgi la zona trattata con una pellicola trasparente o carta argentata per 30 minuti e dopo sciacqua».
Peeling al viso
«Solo se non hai una pelle troppo delicata e sensibile, metti 1 cucchiaio di polvere macinata di chicchi di caffè con 2 cucchiai di olio di sesamo o olio di riso e 1 goccia di olio essenziale di arancio dolce o limone bio. Amalgama bene il composto e insisti sopratutto sulle zone a T del viso».
Primavera, 5 consigli per combattere la stanchezza
Si chiama sindrome da letargo e ci assale in questo periodo: le
giornate si allungano, le temperature cambiano ma fatichiamo ad
adeguarci. Ecco le dritte, dagli abiti al sonno, per combattere
l'astenia della bella stagione.
Fisico stanco. Lentezza nei movimenti. Sonnolenza. Fatica
generalizzata, magari senza una ragione specifica. In fondo, la
routine è sempre quella. La primavera ci risveglia: migliora
l'umore, allunga le giornate, innesca nuovi meccanismi sentimentali
e fisici. La famosa rinascita botticelliana. Ma può portarsi dietro
una spossatezza che a primo impatto appare immotivata.
Si tratta della famigerata "sindrome da letargo", come la chiamano gli esperti. O anche, astenia da primavera. Un lieve malessere che può verificarsi nel passaggio dal freddo invernale, con relativo carico influenzale, al tepore della bella stagione. E al ritorno all'aria aperta, senz'altro in misura maggiore che nei mesi precedenti. Fra i sintomi, secondo uno studio dell'Osservatorio FederSalus, ci sono appunto la stanchezza cronica (nel 67 per cento dei casi), una maggiore irritabilità (56 per cento) e meno capacità di concentrazione (46 per cento). Ecco cinque consigli per contrastarla. O almeno, evitare di darle man forte.
Dormite quanto il fisico richiede
Cercate, per quanto possibile coi vostri orari, di assecondare le richieste e le necessità dell’organismo. Dormite un po’ di più se occorre. Oppure, considerando che le ore di luce aumentano e con loro le nostre attività, concedetevi qualche pausa in più. Ma non riempitela, soprattutto di sera, con qualche aggeggio tecnologico, altrimenti sarà stato tutto vano.
Acqua, almeno due litri
Come visto spesso, l’idratazione è essenziale per gli equilibri dell’organismo. Bisogna bere almeno due litri d’acqua al giorno. All’aumentare delle temperature, anche di più. Le tossine vengono eliminate meglio e gli sbalzi di temperatura, che fra l’altro stanno caratterizzando proprio questa primavera 2013, ne risulteranno ammortizzati.
Pasti, leggeri e vitaminici
Pasqua, magari, non sarà stata proprio l’occasione giusta per allinearsi a questo consiglio. Ma da aprile, stop alle abbuffate ipercaloriche. Di base, rendono sempre più complessa la digestione. In questo periodo possono inoltre rivelarsi preziose alleate dell’antipatica sindrome da letargo. Ecco perché bisognerebbe optare per spuntini leggeri, pasti frequenti ad alto tassi di vitamine e proteine. Meglio prediligere verdure come cavoli e fagiolini mentre per le proteine – ma il consiglio vale sempre – meglio quelle del pesce che della carne.
Attività fisica, meglio se all’aria aperta
Con la bella stagione, tornate a fare attività fisica. Preferendo gli sport all’aria aperta. Iniziate gradualmente, mezz’ora al giorno, senza dimenticare gli allungamenti. Anzi, magari riprendento proprio da quelli e poi scegliendo l’attività che più vi piace, dalla corsa a una bella camminata veloce. Fare movimento, per altro, farà bene anche in ottica estiva e vi preparerà alla spiaggia senza dovervi affidare a drastiche, e quasi mai risolutive, diete.
Vestiti a cipolla
Vero: il cambio di stagione si aspetta un po’, a farlo. Gli ultimi scherzi del meteo ci consigliano in questo senso. Nel frattempo, però, le temperature iniziano ad alzarsi e gli abiti a disposizione sono sempre quelli dell’inverno. Evitate, quindi, di vestirvi pesantemente. Come in autunno, anche in primavera il consiglio è quello della cipolla. Vestirsi a strati per essere sempre pronte a qualsiasi situazione atmosferica. Evitando sudate o colpi d’aria più fresca.
Si tratta della famigerata "sindrome da letargo", come la chiamano gli esperti. O anche, astenia da primavera. Un lieve malessere che può verificarsi nel passaggio dal freddo invernale, con relativo carico influenzale, al tepore della bella stagione. E al ritorno all'aria aperta, senz'altro in misura maggiore che nei mesi precedenti. Fra i sintomi, secondo uno studio dell'Osservatorio FederSalus, ci sono appunto la stanchezza cronica (nel 67 per cento dei casi), una maggiore irritabilità (56 per cento) e meno capacità di concentrazione (46 per cento). Ecco cinque consigli per contrastarla. O almeno, evitare di darle man forte.
Dormite quanto il fisico richiede
Cercate, per quanto possibile coi vostri orari, di assecondare le richieste e le necessità dell’organismo. Dormite un po’ di più se occorre. Oppure, considerando che le ore di luce aumentano e con loro le nostre attività, concedetevi qualche pausa in più. Ma non riempitela, soprattutto di sera, con qualche aggeggio tecnologico, altrimenti sarà stato tutto vano.
Acqua, almeno due litri
Come visto spesso, l’idratazione è essenziale per gli equilibri dell’organismo. Bisogna bere almeno due litri d’acqua al giorno. All’aumentare delle temperature, anche di più. Le tossine vengono eliminate meglio e gli sbalzi di temperatura, che fra l’altro stanno caratterizzando proprio questa primavera 2013, ne risulteranno ammortizzati.
Pasti, leggeri e vitaminici
Pasqua, magari, non sarà stata proprio l’occasione giusta per allinearsi a questo consiglio. Ma da aprile, stop alle abbuffate ipercaloriche. Di base, rendono sempre più complessa la digestione. In questo periodo possono inoltre rivelarsi preziose alleate dell’antipatica sindrome da letargo. Ecco perché bisognerebbe optare per spuntini leggeri, pasti frequenti ad alto tassi di vitamine e proteine. Meglio prediligere verdure come cavoli e fagiolini mentre per le proteine – ma il consiglio vale sempre – meglio quelle del pesce che della carne.
Attività fisica, meglio se all’aria aperta
Con la bella stagione, tornate a fare attività fisica. Preferendo gli sport all’aria aperta. Iniziate gradualmente, mezz’ora al giorno, senza dimenticare gli allungamenti. Anzi, magari riprendento proprio da quelli e poi scegliendo l’attività che più vi piace, dalla corsa a una bella camminata veloce. Fare movimento, per altro, farà bene anche in ottica estiva e vi preparerà alla spiaggia senza dovervi affidare a drastiche, e quasi mai risolutive, diete.
Vestiti a cipolla
Vero: il cambio di stagione si aspetta un po’, a farlo. Gli ultimi scherzi del meteo ci consigliano in questo senso. Nel frattempo, però, le temperature iniziano ad alzarsi e gli abiti a disposizione sono sempre quelli dell’inverno. Evitate, quindi, di vestirvi pesantemente. Come in autunno, anche in primavera il consiglio è quello della cipolla. Vestirsi a strati per essere sempre pronte a qualsiasi situazione atmosferica. Evitando sudate o colpi d’aria più fresca.
Alimentazione e gravidanza
Alimentazione in gravidanza
Parlare di alimentazione in gravidanza significa prestare attenzione alla quantità, alla qualità e alla distribuzione dei cibi assunti, e dei pasti effettuati, durante i nove mesi di gestazione. Parlare di alimentazione in gravidanza significa innanzitutto sfatare un luogo comune assai diffuso e purtroppo spesso pericoloso. Ossia quello di credere che, di colpo, "dal momento in cui siamo in due" occorra anche "mangiare per due". Allo stesso modo è assolutamente scorretto anteporre preoccupazioni di carattere puramente estetico al benessere proprio e del proprio bambino. La gravidanza, è vero, comporta delle intense modificazioni per il corpo della donna. Molte delle quali, comunque, reversibili. Saperle accettare e gestire in modo naturale significherà anche poterle poi riassorbire in modo altrettanto rapido, efficace e fisiologico.
Partiamo quindi con il ricordare e sottolineare alcune regole fondamentali da seguire e alcuni criteri basilari da rispettare. Ad esempio, occorre innanzitutto prestare attenzione alle misure iniziali - pre-gravidiche - della gestante e calcolare il suo indice di massa corporea o Body Mass Index. La formula da utilizzare è molto semplice. Basta dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. In altre parole, ipotizziamo di avere a che fare con una certa signora Maria. E mettiamo che questa, all'inizio dei nove mesi di gravidanza, misuri 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso. Il calcolo da effettuare sarà 65 diviso 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell'intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che la signora Maria ha un indice di massa corporea nella norma (verrà definita "normopeso") e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potrà fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.
Se il suo body mass index fosse invece risultato inferiore a 19,8, la signora Maria sarebbe stata definita "magra" o - soprattutto in caso di valori inferiori a 18,5 - addirittura "sottopeso". Per lei verrebbe quindi giudicato fisiologico un aumento di peso in gravidanza compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Al contrario una signora che iniziasse la propria gestazione con un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovrebbe cercare di limitare la propria crescita ponderale durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Una donna, infine, che presenti un indice di massa corporea superiore a 30 già prima di rimanere incinta (quindi tendente all'obesità), non dovrà aumentare in gravidanza più di 7 chilogrammi.
Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alimentazione-gravidanza.html
Parlare di alimentazione in gravidanza significa prestare attenzione alla quantità, alla qualità e alla distribuzione dei cibi assunti, e dei pasti effettuati, durante i nove mesi di gestazione. Parlare di alimentazione in gravidanza significa innanzitutto sfatare un luogo comune assai diffuso e purtroppo spesso pericoloso. Ossia quello di credere che, di colpo, "dal momento in cui siamo in due" occorra anche "mangiare per due". Allo stesso modo è assolutamente scorretto anteporre preoccupazioni di carattere puramente estetico al benessere proprio e del proprio bambino. La gravidanza, è vero, comporta delle intense modificazioni per il corpo della donna. Molte delle quali, comunque, reversibili. Saperle accettare e gestire in modo naturale significherà anche poterle poi riassorbire in modo altrettanto rapido, efficace e fisiologico.
Partiamo quindi con il ricordare e sottolineare alcune regole fondamentali da seguire e alcuni criteri basilari da rispettare. Ad esempio, occorre innanzitutto prestare attenzione alle misure iniziali - pre-gravidiche - della gestante e calcolare il suo indice di massa corporea o Body Mass Index. La formula da utilizzare è molto semplice. Basta dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. In altre parole, ipotizziamo di avere a che fare con una certa signora Maria. E mettiamo che questa, all'inizio dei nove mesi di gravidanza, misuri 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso. Il calcolo da effettuare sarà 65 diviso 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell'intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che la signora Maria ha un indice di massa corporea nella norma (verrà definita "normopeso") e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potrà fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.
Se il suo body mass index fosse invece risultato inferiore a 19,8, la signora Maria sarebbe stata definita "magra" o - soprattutto in caso di valori inferiori a 18,5 - addirittura "sottopeso". Per lei verrebbe quindi giudicato fisiologico un aumento di peso in gravidanza compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Al contrario una signora che iniziasse la propria gestazione con un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovrebbe cercare di limitare la propria crescita ponderale durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Una donna, infine, che presenti un indice di massa corporea superiore a 30 già prima di rimanere incinta (quindi tendente all'obesità), non dovrà aumentare in gravidanza più di 7 chilogrammi.
Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alimentazione-gravidanza.html
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