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lunedì 29 febbraio 2016

Milano Moda Donna, le sfilate del primo giorno: da Alberta Ferretti a Fausto Puglisi

Femminilità poiliedrica, tessuti scintillanti e patchwork geometrici dall’allure punk. Si è aperta così la settimana della moda di Milano dedicata alle collezioni del prossimo autunno-inverno. Ecco le sfilate che ci hanno colpito di più e tutti i must-have da sfoggiare durante la prossima stagione fredda.

 Sulla passerella di Blugirl sfilano creature angeliche, espressione di una femminilità eclettica fatta di casti effetti see-through, di colletti vittoriani dal gusto bon ton, di ricami leziosi e stampe all over geometriche. I tessuti si sovrappongono, gli abiti sono lunghi e, quando si accorciano, si abbinano a collant coprenti.



 In questo universo poliedrico la grinta del nero lascia spazio al candore del bianco, il romanticismo che sboccia con la fantasia floreale cede il passo alla più aggressiva fantasia pitonata, addolcita dalla presenza imponente del rosa quarzo.  Le trasparenze ci sono, come inno alla sensualità, ma lasciano intravedere poco, grazie all'imperanza dei ricami dal sapore retrò. E talvolta i tessuti velati e setosi si sovrappongono agli abiti e alle gonne fantasia, facendo svanire del tutto l’effetto vedo-non-vedo. Le scarpe dalla punta tonda, si ergono su tacchi alti ma comodi, e sono ricoperte di morbidissima pelliccia.


Crede nella femminilità gentile anche la donna di Alberta Ferretti che si rinnova senza mutare le radici dalla maison. E porta in pedana tessuti materici e ricami molto preziosi, quasi a esaltare la personalità di chi li indossa. La palette cromatica spazia dal grigio corda al bruciato, dall’azzurro carta da zucchero al rosa cipria. Le forme e i tessuti fanno un elogio alla leggerezza delle linee morbide che avvolgono la silhouette e ne accompagnano le forme. I tailleur si ornano di vistosi nastri in raso intorno alla vita. Il velluto si accosta alla seta, il tweed alla pelliccia.



L’eleganza degli anni 30 invece si fa punk allo show di N°21 che gioca con i capi, li sovrappone. E così lunghe canotte in pizzo macramè si portano sopra i minidress in duchesse. Sotto ancora c’è la gonna in tulle o in velo lunga al ginocchio e impreziosita da ricami e cristalli, gli stessi che ritroviamo sui collant. La fantasia check si alterna e talvolta si combina con stampe floreali dal gusto naif e con tessuti effetto maculato. Le camicie in twill sfoggiano luccicanti bordi tempestati di strass, per un risultato romantico che contrasta con la forma androgina delle scarpe con tacco e fibbie tecniche.



Shining metal è la parola chiave della collezione di Genny che porta in pedana l'opulenza delle ballerine di charleston fatta di frange lunghissime, di maxi fur e di luccichii scintillanti, molto accattivanti. Le forme sono morbide, le spalline maxi. I lunghi abiti vantano spacchi vertiginosi e scollature profonde. Le texture metalliche in oro e argento delle tute si alternano ai geometrici contrasti optical black & white che ritroviamo sia sugli abiti monospalla sia sui tailleur. Tutto in passerella è tempestato di decorazioni preziose, di paillettes lucenti, di applicazioni effervescenti.




Sulla pedana di Fausto Puglisi salgono donne italo-americane avvolte in una verve grafica audace e vistosa dal sapore pop su cui imperano ricami di palme californiane e di soli incandescenti, fantasie mosaico e stampe astratte. 




Le minigonne in movimento, a trapezio o a ruota, rendono omaggio all'esuberanza delle cheerleader e talvolta vantano spacchi vertiginosi. Propio come i vestiti, che benché lunghi, lasciano sempre intravedere le gambe. Le fodere in taffetà e le bordure in gros-grain arricchiscono felpe e t-shirt. Bomber, cappottini da collegiale e cardigan si impreziosiscono di decori sul retro.

sabato 2 marzo 2013

MARIA MONSÈ: "ECCO LA MIA NUOVA LINEA MODA". CAMICIE E GIACCHE DA SERA A TUTTO COLORE

 Maria Monsè da showgirl a stilista.
Domenica all'Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni verrà presentata la nuova collezione delle raffinate camicie e giacche Moda firmate dalla conduttice e denominata Marcello Perla Monsè.
Cosa caratterizza questa collezione?
«Presento una serie di camicie e giacche realizzate in tessuti molto pregiati e in tinte molto decise. La particolarità, poi, sta nella scelta di bottoni preziosi, a forma di perla, in madreperla e di Swarovski».
Che stile hai scelto?
«Abbiamo puntato sul classico: lo scorso anno, la prima collezione mostrava tessuti variopinti e a stampa, in un insieme molto più vivace. Ma, ci siamo resi conto che la linea classica era quella di maggior successo. Così, quest'anno abbiamo puntato sulle tinte unite e sulla selezione di sete e stoffe di pregio».
Ma solo classico?
«Mi sono concessa qualche variazione sul tema, con stampe maculate e leopardate, sempre di gran moda».


E il capo di punta?
«La giacca da sera: giacche molto eleganti per rilanciare un'abitudine ormai quasi scomparsa. Mi piace suggerire alcune tendenze moda del passato e proporre soluzioni controtendenza».
Come nasce l'idea di fare la stilista?
«Dalla mia bambina che è la classica femminuccia amante dei vestiti. Perla giocava con i vestitini delle sue bambole e, ad un certo punto, mi ha chiesto di crearne anche per adulti. Così è nata la privata collezione Marcello Perla Monsè».
Cosa sta a significare questo nome?
«Marcello è l'antica camiceria di via Condotti che produce i miei capi. E Perla Monsè siamo mia figlia ed io!»
Una collezione privata, ma anche limitata.
«Esattamente: è questo il punto di forza. Abbiamo realizzato una decina di pezzi, ma le camicie vengono cucite su ordinazione e su misura, come nella più classica tradizione sartoriale. È anche un modo per combattere la crisi, perché così non è necessario investire moltissimo, producendo un'edizione limitata e, poi, assecondando le richieste della clientela».
Ma solo Moda o anche spettacolo?